Miti e verità
10 miti sull'acqua del rubinetto
Quello che si dice al bar è spesso diverso da quello che dicono WHO, EFSA, ISS. Passiamo in rassegna 10 affermazioni diffuse e diamo il verdetto onesto basato sulle fonti.
- Falso
"Il calcare nell’acqua del rubinetto causa i calcoli renali"
Falso. Nessuna evidenza scientifica solida collega l’assunzione di calcio dall’acqua del rubinetto allo sviluppo di calcoli renali. Anzi, diverse meta‑analisi suggeriscono che un apporto adeguato di calcio nella dieta sia un fattore protettivo.
- Falso
"L’acqua del rubinetto fa ingrassare per via del sodio"
Falso. L’acqua non contiene calorie e quindi non può far ingrassare. Il sodio nell’acqua del rubinetto italiana è di norma molto basso, ben sotto i limiti di legge, e incide in modo trascurabile sulla quota giornaliera assunta con la dieta.
- Parzialmente vero
"Basta bollire l’acqua del rubinetto per renderla sicura"
Parzialmente vero. La bollitura disattiva i microrganismi patogeni ed è utile in caso di ordinanza non potabilità microbiologica, ma non rimuove metalli, nitrati, PFAS o pesticidi: questi contaminanti chimici si concentrano per evaporazione.
- Falso
"L’acqua in bottiglia ha meno microplastiche dell’acqua del rubinetto"
Falso. Diversi studi peer‑reviewed (Mason et al. 2018, Schwabl et al. 2019, Kosuth et al. 2018) hanno trovato in media più microplastiche nell’acqua in bottiglia che in quella del rubinetto, dovute principalmente al rilascio dal contenitore stesso e dal tappo.
- Dipende
"Il fluoro nell’acqua del rubinetto danneggia la tiroide"
Dipende. In Italia il fluoro non viene aggiunto artificialmente all’acqua potabile. Le concentrazioni naturali sono di solito basse, ma in alcune zone (es. aree vulcaniche del Lazio) possono avvicinarsi o superare il limite di 1,5 mg/L del D.Lgs. 18/2023.
- Parzialmente vero
"Tutti i vecchi palazzi italiani hanno tubazioni in piombo"
Parzialmente vero. Le tubazioni pubbliche moderne non usano piombo, ma in edifici pre‑1960 possono ancora esistere tratti di collegamento privato (allacci, alimentazione ai contatori, montanti interni) in piombo. Si individua solo con un’analisi al punto di uscita del rubinetto.
- Falso
"L’acqua a basso residuo fisso è la più pura e migliore per la salute"
Falso. “Residuo fisso basso” non equivale a “più sana”. Il residuo include calcio, magnesio e altri minerali utili. La WHO ha esplicitamente messo in guardia contro l’uso esclusivo di acque demineralizzate per il consumo umano prolungato.
- Falso
"Una caraffa filtrante elimina tutto, posso bere tranquillamente"
Falso. Le caraffe filtranti (a carbone attivo e resine a scambio ionico) riducono cloro, sapore e parte dei metalli, ma non eliminano in modo affidabile PFAS, nitrati, microbiologia e molti contaminanti chimici. Se la cartuccia non viene cambiata, possono favorire crescita batterica.
- Vero ma frainteso
"L’acqua del rubinetto può causare il cancro per via dei trialometani"
Vero ma fraintendimento. I trialometani (sottoprodotti della clorazione) sono classificati IARC come possibili cancerogeni (gruppo 2B) per esposizione prolungata ad alte concentrazioni. I limiti italiani (D.Lgs. 18/2023) sono fissati molto al di sotto delle soglie di rischio identificate negli studi.
- Falso
"L’acqua del rubinetto in Italia è tra le peggiori d’Europa"
Falso. La qualità dell’acqua del rubinetto in Italia è ampiamente conforme ai limiti UE secondo i dati Eurostat, EurEau e Commissione Europea. L’Italia primeggia in Europa per consumo di acqua in bottiglia, ma per ragioni culturali, non per qualità dell’acqua di rete.