La dorsale appenninica meridionale
Il Sud Italia continentale dispone di un sistema sorgentizio appenninico di rilievo nazionale. Le sorgenti del Gran Sasso e della Maiella in Abruzzo, del Matese fra Molise e Campania, del Pollino fra Basilicata e Calabria, della Sila in Calabria forniscono acque calcaree di buona qualità chimica. La portata complessiva è elevata, anche se concentrata in pochi grandi sistemi.
Il grande schema di trasferimento idrico dell'Acquedotto Pugliese rappresenta un'opera infrastrutturale unica in Europa: alimentato dalle sorgenti della Basilicata e in misura minore della Campania, distribuisce acqua in tutta la Puglia. Il sistema, in funzione dal primo Novecento, è stato oggetto di interventi continui di estensione e modernizzazione.
La Campania: il caso di Napoli e dintorni
La Campania presenta una geografia idrica complessa, con sorgenti del Serino, del Matese e altre aree appenniniche, integrate da falde della Pianura Campana e da componenti vulcaniche del Vesuvio e dei Campi Flegrei. ABC Napoli serve la città capoluogo. La qualità chimica al rubinetto è conforme. La pressione antropica sulle falde campane è elevata.
Le aree vulcaniche del napoletano possono presentare componenti idrochimiche particolari da gestire con monitoraggio specifico. I sistemi sorgentizi del Serino e del Matese forniscono acque calcaree di buona qualità.
Perdite di rete: la grande sfida del Sud
Le perdite di rete del Sud Italia sono storicamente fra le più alte del Paese. La Calabria supera in alcune aree il 60%, la Puglia si attesta sopra il 45% nonostante gli investimenti dell'Acquedotto Pugliese. Le cause sono strutturali: età delle reti, frammentazione gestionale storica, investimenti pro capite inferiori al Nord. Il PNRR ha destinato risorse importanti al Sud per il rinnovo delle reti.
Le perdite incidono sulla pressione di servizio e sull'efficienza complessiva del sistema, non direttamente sulla qualità chimica al rubinetto. In alcune aree, in particolare in Calabria e in parte della Puglia, persiste la distribuzione intermittente con serbatoi domestici, che richiedono manutenzione regolare per la qualità microbiologica al punto d'uso.
Tariffe basse, investimenti contenuti
Le tariffe medie del Sud Italia sono fra le più basse del Paese, con valori in genere fra 1,30 e 2,20 €/m³ per uso domestico tipo. La tariffa bassa riflette anche un livello di investimento pro capite più contenuto. I piani economico-finanziari dei gestori, regolati dall'ARERA, prevedono progressivi aumenti per finanziare il rinnovo delle reti.
Il quadro gestionale vede la convivenza di gestori unici regionali, come l'Acquedotto Pugliese, e di una pluralità di realtà locali in altre regioni. La frammentazione storica si sta riducendo con l'unificazione progressiva degli ambiti territoriali.