L'Acquedotto Pugliese: una storia di trasporto idrico
L'Acquedotto Pugliese, inaugurato nei primi anni del Novecento, è una delle infrastrutture idriche più imponenti d'Europa. Nasce per fronteggiare la storica scarsità di risorse idriche autoctone della Puglia, attingendo acqua dalle sorgenti lucane del Sele e del Calore, dagli invasi del Pertusillo e del Monte Cotugno e da altre fonti dell'area appenninica meridionale. Oggi serve gran parte della popolazione pugliese.
Il sistema si compone di centinaia di chilometri di gallerie e condotte che attraversano l'Appennino e la Murgia, con sistemi di sollevamento e impianti di trattamento. La gestione unica regionale, affidata ad Acquedotto Pugliese S.p.A., consente economie di scala importanti su monitoraggio e investimenti. La rete capillare distributiva supera i 12.000 km.
Sorgenti lucane: la risorsa originaria
La Basilicata è una delle regioni più ricche d'acqua del Sud Italia in termini di portata sorgentizia. Le sorgenti del Sele e del Calore, condivise con la Campania, forniscono acque calcaree appenniniche di ottima qualità. Gli invasi del Pertusillo e del Monte Cotugno, fra i più capienti del Sud, accumulano acqua poi distribuita a Puglia e in parte alla stessa Basilicata.
Le sorgenti lucane presentano caratteristiche idrochimiche tipiche delle acque calcaree appenniniche: durezza medio-bassa, mineralizzazione media, bassa presenza di elementi indesiderati. La gestione regionale è affidata ad Acquedotto Lucano per la distribuzione interna. Il bilancio fra utilizzo locale e esportazione interregionale è regolato da specifici accordi.
Falda carsica pugliese e salinizzazione
Oltre all'acqua importata, la Puglia dispone di una falda carsica autoctona, particolarmente nelle aree della Murgia e del Salento. Si tratta di una falda di acqua dolce che galleggia su acque salate di intrusione marina, con un equilibrio fragile. La sovra-estrazione per usi agricoli e industriali ha portato in molte aree del Salento a fenomeni di salinizzazione progressiva.
Per l'uso potabile la Puglia preferisce in genere l'acqua importata, di migliore qualità chimica. La falda carsica viene utilizzata in modo selettivo. Le aree del Salento più colpite dalla salinizzazione possono presentare cloruri e sodio elevati nelle acque di pozzo, mentre l'acqua di rete fornita da Acquedotto Pugliese mantiene una composizione più stabile.
Lunghezza dell'adduzione e qualità al rubinetto
Un aspetto specifico del sistema pugliese è la lunghezza dell'adduzione: l'acqua percorre decine o centinaia di chilometri prima di arrivare al rubinetto del consumatore. Questo richiede sistemi di disinfezione attentamente calibrati per garantire la sicurezza microbiologica sull'intero percorso, con conseguente sapore di cloro percepibile in alcune zone. La qualità chimica resta nei limiti di legge.
Acquedotto Pugliese pubblica analisi periodiche per i comuni serviti. La conformità ai parametri del D.Lgs. 18/2023 è in genere ampia. Il tema della disinfezione è oggetto di studi continui per ottimizzare il rapporto fra sicurezza microbiologica e qualità organolettica. Anche in Basilicata, dove la distribuzione è più breve, la disinfezione è presente ma con dosaggi tipicamente più contenuti.
Bari e Potenza: due capoluoghi a confronto
Bari è servita da Acquedotto Pugliese con acque prevalentemente di origine lucana. La durezza è in genere medio-alta, fra 25 e 35 °f, la mineralizzazione è media. La qualità chimica e microbiologica al rubinetto è conforme. Il sapore di cloro può essere percepito in alcune zone, conseguenza della disinfezione necessaria per la lunga adduzione.
Potenza è servita da Acquedotto Lucano con acque locali di sorgente appenninica. La durezza è in genere più bassa, fra 15 e 25 °f, e il sapore è in genere molto gradevole. La distribuzione è più breve e i dosaggi di disinfettante più contenuti. La qualità complessiva è ottima, in linea con la generale buona qualità delle acque sorgentizie lucane.