Due modelli idrici diversi
Sicilia e Sardegna affrontano la sfida idrica con due modelli organizzativi e geografici molto diversi. La Sardegna ha sviluppato dagli anni del dopoguerra un sistema di invasi di grande capacità che fronteggia la scarsità di sorgenti e la siccità ricorrente. Gli invasi del Liscia, del Posada, del Tirso, del Coghinas compongono un sistema integrato. La gestione è unificata sotto Abbanoa, gestore unico regionale.
La Sicilia ha un sistema più articolato: sorgenti vulcaniche dell'Etna nell'orientale, sorgenti calcaree appenniniche dei Madonie e dei Nebrodi, invasi e falde nelle altre aree. La gestione è frammentata fra numerosi gestori, con AMAP per Palermo, Caltaqua per Caltanissetta, AMG Energia per Catania, EAS storicamente, oltre a molte altre realtà locali.
Le sorgenti dell'Etna: un'eccezione di qualità
Le sorgenti vulcaniche dell'Etna producono acque oligominerali di eccezionale qualità chimica, con bassa mineralizzazione e composizione favorevole. La massa basaltica del vulcano funziona come un enorme filtro naturale. Catania e i comuni etnei beneficiano in larga parte di queste fonti. La qualità della risorsa di origine è fra le migliori del Paese.
La gestione delle captazioni vulcaniche richiede attenzione alla protezione delle aree di ricarica e al monitoraggio dei parametri specifici dell'idrochimica vulcanica. Queste acque sono inoltre alla base di importanti acque minerali italiane.
Siccità e cambiamenti climatici
Entrambe le isole sono particolarmente vulnerabili alla siccità, accentuata dai cambiamenti climatici. Periodi prolungati di scarse precipitazioni hanno messo sotto pressione il sistema in più occasioni negli ultimi decenni. In Sicilia la siccità si è tradotta in alcune aree in distribuzione intermittente più severa. In Sardegna gli invasi hanno funzionato come riserva strategica, con livelli scesi a soglie critiche in alcune annate.
Le strategie di adattamento includono il rafforzamento dei sistemi di accumulo, il riuso delle acque reflue, la riduzione delle perdite e la diversificazione delle fonti. Il PNRR ha destinato risorse specifiche al Mezzogiorno per affrontare queste sfide.
Serbatoi domestici e qualità al punto d'uso
La distribuzione intermittente storica ha portato a una diffusione capillare di serbatoi domestici nelle abitazioni siciliane, in misura minore in quelle sarde. I serbatoi privati richiedono manutenzione regolare, pulizia e disinfezione periodiche per evitare la proliferazione di carica microbica al punto d'uso. La responsabilità del serbatoio è del proprietario dell'immobile, non del gestore del servizio idrico.
Per i residenti delle isole con serbatoio domestico, l'analisi microbiologica al rubinetto fornisce informazioni che vanno oltre il dato del gestore e che riflettono la condizione effettiva del sistema interno dell'edificio.