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Uffici e grandi aziende

Negli uffici e nelle grandi sedi aziendali l'acqua è impiegata per i servizi igienici, le aree ristoro, le mense interne e, in alcuni casi, per impianti di raffreddamento che generano aerosol. Il D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro impone al datore di lavoro la valutazione e la gestione del rischio biologico, compreso quello connesso a Legionella e torri evaporative. Si aggiungono il D.Lgs. 18/2023 sulla qualità dell'acqua distribuita ai punti d'uso e le Linee guida nazionali del 2015 per la legionellosi.

Perché l'acqua è importante negli uffici

Negli uffici l'acqua è impiegata principalmente per i servizi igienici e per le aree ristoro, ma le grandi sedi possono ospitare anche torri evaporative per il raffreddamento, distributori automatici di bevande, fontanelle e mense interne. La distribuzione interna è spesso estesa, con tratti di tubazione poco utilizzati nei piani con bassa occupazione.

Obblighi normativi

Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro la valutazione del rischio biologico, compreso il rischio legionellosi connesso agli impianti idrici e alle torri evaporative. Le Linee guida nazionali del 2015 forniscono indicazioni operative per la valutazione del rischio e l'adozione di piani di controllo.

Il D.Lgs. 18/2023 si applica all'acqua distribuita ai punti d'uso interni. Le mense aziendali rientrano nel campo di applicazione del Reg. UE 852/2004.

Parametri da analizzare negli uffici

Il pannello tipico per uffici e grandi sedi comprende la ricerca della Legionella, indispensabile in presenza di torri evaporative, e i parametri microbiologici di potabilità.

  • Legionella spp. nelle torri di raffreddamento e nei punti distali
  • Escherichia coli, coliformi totali, enterococchi intestinali
  • Carica batterica a 22 °C e 37 °C
  • Temperatura dell'acqua calda sanitaria al punto d'uso
  • Cloro residuo per la verifica della disinfezione di rete

Frequenza dei controlli

Per gli uffici di piccole dimensioni può essere sufficiente una frequenza annuale. Per le sedi con torri evaporative o impianti complessi è opportuno adottare frequenze più strette, con campionamenti dedicati alle torri e ai punti distali, in coerenza con il documento di valutazione del rischio.

Cosa succede in caso di non conformità

In caso di non conformità, attivare le azioni correttive previste dal piano: bonifica termica o chimica, interdizione temporanea dei punti d'uso interessati, comunicazione all'ATS competente e verifica analitica del rientro nei parametri. Le risultanze vanno integrate nel documento di valutazione del rischio.

Come organizzare il prelievo e l'analisi

Il piano di campionamento deve includere torri evaporative, punti distali e zone con bassa frequenza di utilizzo. È opportuno coinvolgere un laboratorio qualificato che fornisca kit di prelievo e supporto alla definizione dei punti rappresentativi.

Errori comuni negli uffici

Tra gli errori riscontrati nelle grandi sedi aziendali si segnalano alcune prassi che meritano attenzione.

  • Non considerare le torri evaporative nella valutazione del rischio
  • Concentrare i prelievi solo nei piani più frequentati
  • Non monitorare la temperatura dell'acqua calda sanitaria
  • Trascurare le zone uffici con bassa occupazione
  • Non aggiornare il documento di valutazione del rischio dopo modifiche all'impianto

Domande frequenti — Uffici e grandi aziende

Un ufficio deve fare la ricerca della Legionella?
In presenza di torri evaporative e di impianti che generano aerosol la valutazione del rischio prevista dal D.Lgs. 81/2008 e dalle Linee guida del 2015 conduce di norma all'inserimento della Legionella nel piano di controllo.
Chi è responsabile?
Il datore di lavoro, supportato dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione e dal facility manager.
Con quale frequenza?
Almeno annuale per gli uffici di piccole dimensioni; semestrale o trimestrale per le sedi con torri evaporative o impianti complessi.
Quali punti vanno campionati?
Torri evaporative, punti distali, zone con bassa occupazione e punti rappresentativi della distribuzione interna.
Cosa fare in caso di non conformità?
Attivare le azioni correttive del piano, interdire temporaneamente i punti interessati, informare l'ATS e ripetere l'analisi.

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