Geografia idrica: due mondi a confronto
Il Piemonte è una delle regioni più ricche d'acqua d'Italia per disponibilità di risorse: l'arco alpino occidentale alimenta torrenti e sorgenti di ottima qualità, mentre la falda padana copre il fabbisogno di buona parte della pianura. Torino è servita da una combinazione di sorgenti alpine e pozzi della piana, con qualità in genere buona. Le criticità storiche si concentrano in alcune aree industriali ben individuate.
La Liguria è una regione idricamente fragile, con risorse complessivamente limitate e fortemente dipendenti dalle piogge. Le sorgenti appenniniche del versante padano alimentano la riviera, integrate da invasi e da alcuni schemi di trasferimento. La frammentazione orografica rende complessa la gestione e la siccità è una criticità ricorrente. La qualità chimica al rubinetto resta in genere buona.
Cromo esavalente: il caso storico dell'area torinese
L'area metropolitana di Torino ha conosciuto in passato segnalazioni di cromo esavalente nelle falde superficiali di alcuni comuni, legate ad attività industriali storiche, fra cui il caso noto del comune di Acerbi e di alcune aree della cintura. SMAT ha attivato negli anni piani di monitoraggio intensivo e installato sistemi di abbattimento dove necessario. Oggi i valori al rubinetto si mantengono al di sotto del limite di legge, fissato a 50 µg/L per il cromo totale.
Il caso ha portato a un dibattito pubblico significativo sulla necessità di introdurre un limite specifico per il cromo esavalente, frazione più rilevante dal punto di vista tossicologico. Il D.Lgs. 18/2023 mantiene il limite sul cromo totale e prevede approfondimenti specifici dove necessario. Le città principali del Piemonte erogano oggi acqua conforme.
Risorsa fragile e perdite di rete in Liguria
La Liguria presenta livelli di perdita di rete fra i più alti d'Italia in diverse aree, con valori che superano in alcuni casi il 50%. Le cause sono molteplici: vetustà delle reti, conformazione orografica che impone pressioni elevate, frammentazione gestionale storica. Le grandi siccità degli ultimi anni hanno aggravato la pressione sulla risorsa in alcune zone, con razionamenti notturni in comuni minori.
La qualità chimica al rubinetto resta in genere buona grazie alla prevalenza di acque di sorgente appenninica e di invasi. Lungo la costa, in alcune aree, la sovra-estrazione di pozzi può portare a fenomeni di intrusione salina con incremento di cloruri e sodio. Il monitoraggio è rinforzato in queste zone.
Torino e Genova: due acquedotti urbani
Torino è servita da SMAT con una combinazione di acque alpine e pozzi della piana. La qualità è buona, con durezza variabile a seconda del quartiere. SMAT è un gestore con tradizione di forte investimento e monitoraggio capillare, con pubblicazione mensile dei dati delle analisi. La rete è in buone condizioni nei distretti urbani principali.
Genova è servita prevalentemente da IRETI con acque di sorgente appenninica e invasi. La qualità al rubinetto è in genere buona, con durezza medio-bassa. Le condizioni della rete sono eterogenee fra centro e quartieri periferici, con investimenti in corso per ridurre le perdite. La tariffa è mediamente più alta rispetto a Torino, riflesso della complessità della distribuzione.
Durezza e mineralizzazione
In Piemonte la durezza varia molto: le acque alpine pure possono presentare valori molto bassi, sotto i 10 °f, mentre i pozzi della pianura raggiungono i 30-35 °f. Torino città si colloca in genere fra 15 e 25 °f. In Liguria i valori medi sono fra 15 e 30 °f, con punte più alte nelle aree calcaree. La mineralizzazione è in genere media in entrambe le regioni.
Una bassa durezza, tipica di alcune acque alpine piemontesi, rende l'acqua molto gradevole al palato ma può essere leggermente più aggressiva nei confronti di tubazioni metalliche di vecchia generazione, in particolare se non sono installati dispositivi di neutralizzazione. Il problema riguarda però l'impianto privato dell'edificio, non la qualità dell'acqua erogata dal gestore.