L'arco alpino: sorgenti di alta quota
Le regioni dell'arco alpino, Valle d'Aosta, Piemonte settentrionale, Lombardia settentrionale, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, dispongono di un patrimonio sorgentizio di alta quota fra i più rilevanti d'Europa. La qualità chimica della risorsa di origine è in genere eccellente, con bassa mineralizzazione e bassa pressione antropica nelle aree di ricarica. Il trattamento si limita spesso alla sola disinfezione.
Le caratteristiche differiscono in base alla litologia: rocce silicatiche dei massicci cristallini producono acque molto dolci, rocce dolomitiche e calcaree producono acque a durezza media. La principale criticità delle aree alpine è la sensibilità a eventi meteorologici intensi, che possono causare temporanee torbidità.
La Pianura Padana: la falda più sfruttata d'Italia
La Pianura Padana, condivisa fra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, ospita la falda più produttiva ma anche più sfruttata d'Italia. Decenni di pressione agricola, zootecnica e industriale hanno lasciato un'eredità di problematiche tipiche: nitrati nelle falde superficiali, solventi clorurati in alcune aree industriali storiche, PFAS in una porzione del Veneto. La risposta del sistema idrico include trattamenti dedicati, miscelazione e protezione delle aree di salvaguardia.
Le acque della pianura presentano in genere durezza media o medio-alta, con valori frequenti fra 25 e 45 °f. La pianura è anche l'area dove sono concentrate le principali multiutility del Paese, con livelli di investimento mediamente alti.
La Liguria: una costa stretta fra mare e Appennino
La Liguria ha una struttura idrica peculiare, condizionata dalla geografia stretta fra mare e Appennino. Le risorse idriche sono frammentate, in parte di sorgente appenninica, in parte da falde alluvionali costiere. La salinizzazione di alcune falde costiere è una problematica tipica. La distribuzione è capillare ma frammentata fra più gestori.
Le acque liguri hanno in genere durezza medio-dolce, con valori frequenti fra 15 e 30 °f. La qualità chimica al rubinetto è conforme. Le criticità più rilevanti sono di tipo infrastrutturale e legate alla vulnerabilità delle captazioni costiere.
Gestori e investimenti nel Nord
Il Nord Italia ospita le principali multiutility a controllo pubblico del Paese: Hera in Emilia-Romagna e parte del Triveneto, A2A e MM in Lombardia, Iren in Piemonte e Liguria. Convivono con gestori regionali e con realtà locali nelle aree alpine. I livelli di investimento pro capite sono mediamente i più alti d'Italia.
Le tariffe medie del Nord sono in genere fra 2,00 e 2,80 €/m³ per uso domestico tipo. La differenza con il resto del Paese riflette il livello di investimento. Le perdite di rete sono mediamente fra il 25 e il 35%, valori migliori della media nazionale.