Normativa8 min

Regolamento (CE) 852/2004 e acqua nelle imprese alimentari italiane

Il Regolamento (CE) 852/2004 è il cardine della disciplina europea dell'igiene degli alimenti. Per le imprese alimentari italiane, dal ristorante al panificio, dall'industria conserviera al laboratorio artigianale, fissa i requisiti generali, fra cui quelli sull'acqua. In questa guida vediamo come si articola, quale acqua si può usare in produzione, cosa significa 'acqua pulita', come si integra con l'HACCP e con il D.Lgs. 18/2023 sull'acqua potabile.

Il contesto del Reg. 852/2004

Il Regolamento (CE) n. 852/2004 è parte del cosiddetto 'pacchetto igiene' insieme ai regolamenti 853, 854 (oggi 625) e 882 (oggi 625). Stabilisce norme generali in materia di igiene dei prodotti alimentari destinate agli operatori del settore.

Si applica a tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione, con poche eccezioni (uso domestico privato, produzioni primarie destinate all'uso domestico).

Acqua potabile, acqua pulita e ghiaccio

Il Regolamento richiede che l'acqua utilizzata negli alimenti sia acqua potabile (drinkable water), conforme alla direttiva europea sull'acqua potabile e quindi, in Italia, al D.Lgs. 18/2023. Solo per alcune attività della pesca e della produzione primaria si può utilizzare 'acqua pulita', cioè acqua di mare o dolce non contaminante per il prodotto.

Il ghiaccio destinato a venire a contatto con alimenti, o utilizzato per il loro raffreddamento, deve essere prodotto con acqua potabile.

HACCP e piano di autocontrollo

L'art. 5 del Regolamento impone alle imprese alimentari di mettere in atto procedure basate sui principi del sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points). L'acqua entra come materia prima ed è uno dei punti che il piano di autocontrollo deve presidiare con analisi periodiche e controllo delle reti interne.

Per le imprese che si approvvigionano dalla rete pubblica, il primo riferimento è la conformità della rete cittadina, ma resta a carico dell'operatore il controllo a valle del contatore, soprattutto per evitare problemi causati da impianti interni vetusti o stagnanti.

  • Identificazione dei pericoli legati all'acqua (microbiologici e chimici).
  • Determinazione dei punti critici di controllo (CCP) sulle reti interne.
  • Definizione di limiti e procedure di monitoraggio.
  • Verifiche periodiche e tenuta dei registri.

Approvvigionamento autonomo e analisi

Le imprese che usano acqua di pozzo o di sorgente devono garantire la conformità ai requisiti di potabilità con analisi periodiche, in funzione della valutazione del rischio. Le ATS/ASL possono richiedere i risultati delle analisi e ispezionare gli impianti.

Per chi vuole una visione divulgativa sul perché l'acqua del rubinetto è considerata sicura quando i controlli sono ben fatti, articoli generalisti come quelli di 123acqua.com sulla cultura dell'acqua potabile aiutano a contestualizzare l'enorme lavoro tecnico che sta dietro a un bicchiere d'acqua nei pubblici esercizi.

Trattamenti interni e qualità

Molte imprese alimentari adottano trattamenti interni dell'acqua, come addolcimento per produzioni di pasta o bevande, deferrizzazione per industrie alimentari, demineralizzazione per impianti di bottiglie. Tutti questi trattamenti rientrano nella valutazione HACCP e devono essere sottoposti a manutenzione e verifiche periodiche.

Il principio cardine è che il trattamento non deve introdurre contaminanti né modificare la conformità ai parametri dell'acqua potabile.

Controlli ufficiali e sanzioni

I controlli ufficiali sulle imprese alimentari sono regolati dal Reg. (UE) 2017/625. In Italia gli organi di vigilanza sono prevalentemente ATS/ASL e NAS dei Carabinieri. Le non conformità relative all'acqua possono portare a prescrizioni, sospensioni dell'attività, sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, conseguenze penali.

Domande frequenti

Posso usare acqua di pozzo nella mia attività di ristorazione?
Sì, ma solo se garantisce i requisiti di potabilità e se inserita correttamente nel piano di autocontrollo, con analisi periodiche e segnalazioni alle autorità sanitarie ove previsto.
Cosa si intende per acqua pulita?
Per il Regolamento è acqua di mare o dolce naturale non contaminante, utilizzabile in specifiche attività della pesca e della produzione primaria. Non sostituisce l'acqua potabile per la generalità degli alimenti.
Il ghiaccio per le bevande deve essere fatto con acqua potabile?
Sì. Sia il ghiaccio a contatto con alimenti sia quello usato per raffreddarli deve essere prodotto con acqua potabile.
L'HACCP riguarda anche l'acqua?
Sì. L'acqua è una materia prima e va valutata nel piano di autocontrollo con frequenze e parametri proporzionati al rischio.
Chi controlla l'igiene dell'acqua nelle imprese alimentari?
ATS/ASL e altri organi di vigilanza (es. NAS), nell'ambito dei controlli ufficiali previsti dal Reg. (UE) 2017/625.

Articoli correlati

Hai un referto? Calcola il punteggio della tua acqua con GoccIA in 30 secondi.