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ATS e ASL: chi controlla l'acqua potabile in Italia

Le Aziende di Tutela della Salute (ATS) lombarde e le Aziende Sanitarie Locali (ASL) delle altre Regioni hanno un ruolo centrale nella tutela della salute dei cittadini sull'acqua potabile. Sono loro che eseguono il 'controllo esterno' previsto dalla normativa, autorizzano alcune deroghe, propongono al sindaco le ordinanze di non potabilità e gestiscono la cornice sanitaria dei consumi idrici. In questa guida ricostruiamo il quadro normativo, distinguiamo competenze sanitarie e ambientali e mettiamo in fila i casi tipici, da un superamento del valore di parametro a un episodio di torbidità improvvisa.

ATS e ASL: cosa sono e come si organizzano

Le Aziende Sanitarie Locali sono il livello territoriale del Servizio Sanitario Nazionale, regolato in via generale dal D.Lgs. 502/1992 e dalle leggi regionali. In Lombardia la riforma del 2015 ha riorganizzato il sistema in ATS e ASST, ma il quadro funzionale sulla tutela igienico-sanitaria è coerente con quello delle altre Regioni.

Sull'acqua potabile la cornice tecnica è dettata dal D.Lgs. 18/2023, che ridefinisce ruoli e responsabilità del gestore e dell'autorità sanitaria competente. Quest'ultima coincide, in genere, con il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell'ATS o dell'ASL.

Controllo interno e controllo esterno

Il sistema si fonda su due livelli di controllo. Il controllo interno è in capo al gestore del servizio idrico, che esegue analisi periodiche secondo un piano. Il controllo esterno è in capo all'autorità sanitaria competente, che verifica con propri campionamenti la conformità dell'acqua alle prescrizioni.

L'ATS/ASL pianifica i campionamenti tenendo conto della popolazione servita, della tipologia delle reti e dei rischi specifici, in coordinamento con il gestore e con il piano di sicurezza dell'acqua quando già implementato.

  • Controllo interno: a carico del gestore, su tutta la filiera.
  • Controllo esterno: a carico di ATS/ASL, con campionamenti indipendenti.
  • Coordinamento: previsto da norme nazionali e linee guida regionali.
  • Trasparenza: report e dati di sintesi pubblicati periodicamente.

Le deroghe ai valori di parametro

Quando un parametro supera il valore previsto, la Regione, su istruttoria dell'ATS/ASL, può concedere una deroga temporanea ai sensi del D.Lgs. 18/2023, a condizione che non vi sia rischio per la salute. È uno strumento eccezionale che richiede informazione alla popolazione e misure di intervento sull'impianto.

Le deroghe storicamente più note hanno riguardato l'arsenico in alcune zone del Lazio e i nitrati in alcuni areali agricoli. La trasparenza sulla gestione di queste deroghe è essenziale per la fiducia dei cittadini.

Ordinanze di non potabilità e gestione delle emergenze

Quando il rischio sanitario è concreto, l'ATS/ASL propone al sindaco l'ordinanza di non potabilità o di non uso. Il sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale ai sensi della L. 833/1978, emette il provvedimento e attiva le misure di tutela: divieto di consumo, distribuzione di acqua in autobotte, ripristino tecnico, informazione capillare.

Per i cittadini è importante sapere come reagire correttamente in queste situazioni: una sintesi divulgativa è disponibile in articoli generalisti come quelli ospitati su 123acqua.com sulla gestione domestica dell'acqua potabile, utili per non confondere segnali tecnici con allarmismi.

Pozzi privati e autoapprovvigionamento

Per le acque potabili da pozzo privato non destinate al pubblico l'ATS/ASL può essere coinvolta su segnalazione o per situazioni di rischio. In molte Regioni esistono linee guida che chiedono al privato di eseguire periodicamente analisi chimiche e microbiologiche.

Nelle imprese alimentari, anche se utilizzano acqua di pozzo, l'autocontrollo HACCP impone verifiche periodiche, e l'ATS può esercitare i propri poteri ispettivi sia in fase ordinaria sia su segnalazione.

Rapporto con ARPA e con il livello centrale

L'ATS/ASL si occupa di salute, l'ARPA dell'ambiente. La distinzione è netta ma le aree di lavoro si toccano, in particolare sui contaminanti emergenti e sugli inquinamenti diffusi. Il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità forniscono linee guida e supporto tecnico in materia.

Domande frequenti

Posso chiedere all'ATS di analizzare l'acqua di casa mia?
Di regola no, perché l'ATS si occupa di acque destinate al pubblico. Per analisi private occorre rivolgersi a laboratori accreditati.
Chi emette l'ordinanza di non potabilità?
Il sindaco, su proposta dell'ATS/ASL, in qualità di autorità sanitaria locale.
Cos'è una deroga ai valori di parametro?
Una autorizzazione temporanea, prevista dal D.Lgs. 18/2023, a fornire acqua con un parametro superiore al limite a condizione che non vi sia rischio sanitario e si attivino interventi.
ATS e ARPA fanno lo stesso lavoro?
No. ATS/ASL controllano la salute pubblica, ARPA l'ambiente. Le due competenze si integrano nei casi complessi.
Come faccio a sapere se ci sono ordinanze nel mio Comune?
Sull'albo pretorio comunale online, sulla sezione 'avvisi alla cittadinanza' e tramite comunicati stampa dell'ente locale.

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