Il quadro normativo della legionellosi
Le Linee guida del 7 maggio 2015 sostituiscono le precedenti versioni del 2000 e del 2005. Sono state approvate dalla Conferenza Stato-Regioni e pubblicate dal Ministero della Salute. Forniscono un quadro tecnico-scientifico per la prevenzione e il controllo della malattia nei contesti più a rischio.
La legionellosi è una infezione respiratoria causata dal batterio Legionella, che prolifera in impianti idrici complessi quando temperatura, stagnazione e materiali concorrono. Il riferimento normativo principale, oltre alle Linee guida, è il sistema di sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità.
A chi si applicano
Le Linee guida si applicano in particolare a strutture sanitarie e socio-sanitarie, strutture turistico-ricettive, navi e impianti termali, impianti sportivi, scuole, edifici pubblici con torri di raffreddamento e impianti tecnologici a rischio.
Il principio guida è la valutazione del rischio caso per caso: non esiste un protocollo unico per tutte le strutture, ma esistono criteri minimi che ogni gestore deve documentare nel proprio piano.
- Strutture sanitarie e RSA: massima attenzione, popolazione fragile.
- Alberghi e B&B: rischio collegato alla stagionalità e alla stagnazione.
- Centri benessere e piscine con vasche idromassaggio.
- Edifici pubblici con torri evaporative.
La valutazione del rischio
Il primo passo è la valutazione documentale del rischio Legionella, che ricostruisce la rete idrica, i materiali, le temperature, i punti morti, le aree di stagnazione e i potenziali aerosol. Da questa valutazione discende il piano di controllo, con frequenza di campionamenti, soglie di azione e responsabilità interne.
Per i cittadini che vogliono una panoramica divulgativa sui rischi domestici legati a impianti caldi e stagnanti, materiali introduttivi come quelli di 123acqua.com sull'acqua sicura in casa possono essere un primo orientamento, da affiancare alle Linee guida quando si gestiscono strutture aperte al pubblico.
Il piano di controllo
Il piano di controllo prevede misure preventive (mantenimento della temperatura dell'acqua calda sanitaria sopra valori critici, eliminazione delle stagnazioni, scelta dei materiali), misure di monitoraggio (campionamenti microbiologici periodici, controlli di temperatura) e misure correttive (shock termico, disinfezione chimica, interventi strutturali).
Tutto il sistema deve essere tracciato in registri, e in caso di evento sanitario (caso di malattia attribuibile alla struttura), l'ATS può richiedere il piano e i registri come prova della diligenza adottata.
Responsabilità del gestore
La giurisprudenza ha più volte ribadito che le Linee guida costituiscono una regola tecnica di riferimento. Discostarsene senza una valida ragione documentata espone il gestore a responsabilità civile e penale in caso di danni alla salute degli utenti.
Per le strutture sanitarie il vincolo è ancora più stretto, perché la popolazione assistita è particolarmente vulnerabile. Per le altre strutture, in caso di evento epidemico, le ATS attivano indagini ambientali rapide nei punti d'uso.
Aggiornamenti e prospettive
Diverse Regioni hanno emanato linee guida proprie successive al 2015 e aggiornato i protocolli locali. Il quadro europeo, con la direttiva (UE) 2020/2184, ha rafforzato l'attenzione sulla Legionella negli edifici prioritari, integrando la prevenzione nei piani di sicurezza dell'acqua. Aggiornamenti tecnici sono periodicamente pubblicati anche dall'ISS.