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Linee guida nazionali per la prevenzione della legionellosi (2015)

Le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2015, sono il riferimento di base per chi gestisce strutture sanitarie, alberghi, centri benessere e qualunque impianto idrico complesso. Senza essere una legge in senso formale, sono richiamate da numerosi atti regionali e da pronunce di responsabilità. In questa guida ripercorriamo il loro impianto, le categorie di rischio, gli obblighi di valutazione e i piani di controllo, soffermandoci sulle attese pratiche di un'ispezione.

Il quadro normativo della legionellosi

Le Linee guida del 7 maggio 2015 sostituiscono le precedenti versioni del 2000 e del 2005. Sono state approvate dalla Conferenza Stato-Regioni e pubblicate dal Ministero della Salute. Forniscono un quadro tecnico-scientifico per la prevenzione e il controllo della malattia nei contesti più a rischio.

La legionellosi è una infezione respiratoria causata dal batterio Legionella, che prolifera in impianti idrici complessi quando temperatura, stagnazione e materiali concorrono. Il riferimento normativo principale, oltre alle Linee guida, è il sistema di sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità.

A chi si applicano

Le Linee guida si applicano in particolare a strutture sanitarie e socio-sanitarie, strutture turistico-ricettive, navi e impianti termali, impianti sportivi, scuole, edifici pubblici con torri di raffreddamento e impianti tecnologici a rischio.

Il principio guida è la valutazione del rischio caso per caso: non esiste un protocollo unico per tutte le strutture, ma esistono criteri minimi che ogni gestore deve documentare nel proprio piano.

  • Strutture sanitarie e RSA: massima attenzione, popolazione fragile.
  • Alberghi e B&B: rischio collegato alla stagionalità e alla stagnazione.
  • Centri benessere e piscine con vasche idromassaggio.
  • Edifici pubblici con torri evaporative.

La valutazione del rischio

Il primo passo è la valutazione documentale del rischio Legionella, che ricostruisce la rete idrica, i materiali, le temperature, i punti morti, le aree di stagnazione e i potenziali aerosol. Da questa valutazione discende il piano di controllo, con frequenza di campionamenti, soglie di azione e responsabilità interne.

Per i cittadini che vogliono una panoramica divulgativa sui rischi domestici legati a impianti caldi e stagnanti, materiali introduttivi come quelli di 123acqua.com sull'acqua sicura in casa possono essere un primo orientamento, da affiancare alle Linee guida quando si gestiscono strutture aperte al pubblico.

Il piano di controllo

Il piano di controllo prevede misure preventive (mantenimento della temperatura dell'acqua calda sanitaria sopra valori critici, eliminazione delle stagnazioni, scelta dei materiali), misure di monitoraggio (campionamenti microbiologici periodici, controlli di temperatura) e misure correttive (shock termico, disinfezione chimica, interventi strutturali).

Tutto il sistema deve essere tracciato in registri, e in caso di evento sanitario (caso di malattia attribuibile alla struttura), l'ATS può richiedere il piano e i registri come prova della diligenza adottata.

Responsabilità del gestore

La giurisprudenza ha più volte ribadito che le Linee guida costituiscono una regola tecnica di riferimento. Discostarsene senza una valida ragione documentata espone il gestore a responsabilità civile e penale in caso di danni alla salute degli utenti.

Per le strutture sanitarie il vincolo è ancora più stretto, perché la popolazione assistita è particolarmente vulnerabile. Per le altre strutture, in caso di evento epidemico, le ATS attivano indagini ambientali rapide nei punti d'uso.

Aggiornamenti e prospettive

Diverse Regioni hanno emanato linee guida proprie successive al 2015 e aggiornato i protocolli locali. Il quadro europeo, con la direttiva (UE) 2020/2184, ha rafforzato l'attenzione sulla Legionella negli edifici prioritari, integrando la prevenzione nei piani di sicurezza dell'acqua. Aggiornamenti tecnici sono periodicamente pubblicati anche dall'ISS.

Domande frequenti

Le Linee guida del 2015 sono obbligatorie?
Non sono una legge, ma sono richiamate da norme regionali e costituiscono una regola tecnica di riferimento. Scostamenti non motivati espongono a responsabilità in caso di danno.
Chi deve fare la valutazione del rischio Legionella?
Il gestore o titolare della struttura, in particolare per strutture sanitarie, turistico-ricettive, sportive e con impianti tecnologici a rischio.
Ogni quanto si campiona l'acqua?
Dipende dalla categoria di struttura e dalla valutazione del rischio. Le Linee guida danno indicazioni minime, ma il piano interno deve specificare le frequenze.
Una piscina con idromassaggio è considerata a rischio?
Sì, le vasche idromassaggio sono fra le aree più sensibili per il rischio Legionella, per la produzione di aerosol e le temperature dell'acqua.
L'acqua del rubinetto domestico è a rischio?
Negli impianti privati il rischio è generalmente basso se l'acqua calda sanitaria viene mantenuta a temperature adeguate e non ci sono lunghe stagnazioni.

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