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Farmacie e parafarmacie

La farmacia non è soltanto un punto vendita di medicinali: ospita laboratori galenici, banchi consulenza, servizi di autoanalisi e in molti casi la preparazione o la vendita di prodotti cosmetici. L'acqua utilizzata per l'igiene del personale, per la pulizia degli strumenti e, in alcuni casi, come ingrediente di preparazioni cosmetiche allestite in farmacia rientra in un quadro normativo articolato. Il Regolamento CE 1223/2009 sui prodotti cosmetici impone al responsabile della preparazione di garantire la sicurezza microbiologica del prodotto finito, e l'acqua è uno dei principali veicoli di contaminazione. Il D.Lgs. 18/2023 disciplina inoltre la qualità dell'acqua sanitaria distribuita all'interno dei locali aperti al pubblico.

Perché l'acqua è un punto critico in farmacia

All'interno della farmacia l'acqua è impiegata per lavare la vetreria, per l'igiene delle mani dell'operatore in fase di preparazione, per pulire i piani di lavoro e in alcuni casi come ingrediente di preparazioni galeniche o cosmetiche. Una contaminazione microbiologica del punto di erogazione si riflette quindi sulla qualità delle preparazioni e sulla sicurezza dei clienti.

I rischi più rilevanti sono di tipo microbiologico: la presenza di Pseudomonas aeruginosa o di cariche batteriche elevate può alterare creme, soluzioni e prodotti cosmetici allestiti in farmacia. Nei laboratori galenici si aggiunge il rischio chimico, quando le tubazioni o i contenitori non sono adeguati e rilasciano sostanze indesiderate.

Obblighi normativi per il titolare della farmacia

Il Regolamento CE 1223/2009 individua nella persona responsabile il soggetto tenuto a garantire la conformità del cosmetico, inclusi i requisiti microbiologici. Quando un cosmetico è preparato in farmacia, anche in piccoli lotti, occorre documentare la qualità dell'acqua impiegata.

Il D.Lgs. 18/2023 ribadisce che il punto di consegna giuridicamente rilevante è il rubinetto interno: il titolare deve quindi conservare i rapporti di prova relativi all'acqua sanitaria, da esibire in sede di ispezione ASL o NAS. Nei laboratori galenici, la Farmacopea Ufficiale fornisce indicazioni sui requisiti dell'acqua impiegata nelle preparazioni magistrali e officinali.

Parametri da analizzare in farmacia

Il pannello di analisi tipico per una farmacia con laboratorio galenico è più ampio di quello richiesto per un esercizio commerciale standard, perché deve verificare anche parametri rilevanti per la sicurezza dei prodotti preparati.

  • Escherichia coli e coliformi totali: indicatori di contaminazione fecale
  • Enterococchi intestinali: marker complementare di contaminazione fecale
  • Pseudomonas aeruginosa: rilevante per la sicurezza dei cosmetici e delle preparazioni galeniche
  • Carica batterica a 22 °C e 37 °C: indica la qualità igienica complessiva dell'impianto
  • pH e conducibilità: utili per verificare la stabilità chimica dell'acqua
  • Cloro residuo: verifica dell'efficacia della disinfezione di rete

Frequenza dei controlli in farmacia

La frequenza dei controlli deve essere proporzionata al tipo di attività svolta. Una farmacia che non effettua preparazioni galeniche può limitarsi a un controllo annuale dell'acqua sanitaria distribuita ai servizi igienici e al banco. Una farmacia con laboratorio galenico attivo, soprattutto se realizza prodotti cosmetici personalizzati, dovrebbe prevedere una frequenza semestrale o trimestrale, integrando il controllo con verifiche straordinarie dopo interventi sull'impianto idrico.

Cosa succede in caso di non conformità

Se l'analisi rileva una non conformità microbiologica, il titolare deve sospendere l'uso dell'acqua per le preparazioni galeniche e cosmetiche, valutare il ritiro dei lotti eventualmente preparati di recente, attivare interventi di sanificazione e ripetere l'analisi. La documentazione del processo è essenziale per dimostrare la diligenza professionale in sede di ispezione e per gestire eventuali contestazioni dei clienti.

Come organizzare il prelievo e l'analisi

Il prelievo va effettuato al rubinetto del laboratorio galenico e ai punti d'uso utilizzati per l'igiene del personale. È opportuno utilizzare un kit di prelievo con contenitori sterili forniti dal laboratorio e seguire le istruzioni per il campionamento microbiologico, inclusa la flambatura dell'erogatore.

Il campione va spedito refrigerato. Al termine dell'analisi viene rilasciato un rapporto di prova che riporta i parametri ricercati, i metodi utilizzati e il giudizio di conformità, da archiviare insieme alla documentazione del laboratorio galenico.

Errori comuni nelle farmacie

Anche nelle farmacie ricorrono alcuni errori che riducono l'efficacia dei controlli sull'acqua.

  • Non distinguere tra acqua sanitaria e acqua dedicata alle preparazioni galeniche
  • Trascurare la manutenzione dei sistemi di trattamento installati nel laboratorio
  • Eseguire il prelievo da un rubinetto poco utilizzato anziché dal punto d'uso reale
  • Non aggiornare la valutazione del rischio dopo l'apertura del laboratorio galenico
  • Non conservare i rapporti di prova insieme alla documentazione del prodotto cosmetico

Domande frequenti — Farmacie e parafarmacie

Una farmacia senza laboratorio galenico deve comunque analizzare l'acqua?
Sì. L'acqua sanitaria distribuita nei locali aperti al pubblico rientra nel campo di applicazione del D.Lgs. 18/2023 e va sottoposta a controllo periodico anche in assenza di laboratorio galenico.
Quali parametri sono importanti per un laboratorio galenico che prepara cosmetici?
Oltre ai consueti indicatori di contaminazione fecale è opportuno verificare Pseudomonas aeruginosa e la carica batterica a 22 °C e 37 °C, perché rilevanti per la sicurezza microbiologica dei cosmetici prevista dal Regolamento CE 1223/2009.
Con quale frequenza è opportuno ripetere l'analisi?
Per la sola acqua sanitaria è ragionevole una frequenza annuale. Per le farmacie con laboratorio galenico attivo è consigliata una frequenza semestrale o trimestrale, da definire in base alla valutazione del rischio.
Chi è responsabile della qualità dell'acqua all'interno della farmacia?
Il titolare della farmacia è responsabile della qualità dell'acqua a partire dal punto di consegna interno. Per le preparazioni cosmetiche, il responsabile previsto dal Reg. CE 1223/2009 deve verificare anche la conformità dell'acqua utilizzata come ingrediente.
Cosa fare in caso di rilievo di Pseudomonas aeruginosa?
Occorre sospendere l'uso dell'acqua per le preparazioni, valutare il destino dei lotti recenti, sanificare l'impianto e ripetere l'analisi prima della ripresa dell'attività di laboratorio.

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