Da dove arrivano i metalli pesanti nell'acqua
I metalli pesanti possono entrare nell'acqua per due vie principali. La prima è la falda di origine: alcuni acquiferi italiani contengono naturalmente arsenico e manganese in concentrazioni significative. La seconda è la rete interna dell'edificio: tubazioni in piombo o saldature vecchie possono rilasciare piombo nei primi litri stagnanti, soprattutto in case anteriori agli anni '70.
Come prelevare correttamente per i metalli
Per la ricerca dei metalli legati alla rete interna si effettua tipicamente un primo prelievo a rubinetto chiuso da almeno 6 ore (primo getto), e talvolta un secondo prelievo dopo scorrimento. Questa modalità permette di distinguere il contributo della falda da quello delle tubature.
- Primo getto: indica il contributo delle tubature di casa
- Dopo scorrimento: rappresenta meglio l'acqua di rete
- Contenitori dedicati: spesso acidificati e forniti dal laboratorio
Lettura dei valori
Il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite del piombo a 5 µg/L, in attesa della riduzione a 5 µg/L già recepita a livello europeo, dell'arsenico a 10 µg/L, del nichel a 20 µg/L. Anche valori sotto soglia ma costantemente elevati nel tempo meritano un controllo della rete, soprattutto se ci sono bambini piccoli in casa.
Cosa fare in caso di superamento
Un risultato fuori limite va prima confermato con una seconda analisi, possibilmente in modalità di prelievo diversa. Se il problema è la rete interna, le strategie includono la sostituzione di tratti critici o l'installazione di sistemi di trattamento al punto d'uso. Se è la falda, può essere richiesto un confronto con il gestore o un sistema di filtrazione dedicato.