Perché iniziare da un chimico-fisico base
I parametri chimico-fisici di base raccontano molto dell'origine dell'acqua: una conducibilità alta suggerisce un'acqua mineralizzata, nitrati elevati indicano pressione agricola sulla falda, ammoniaca e nitriti possono segnalare un problema acuto. È un controllo che spesso accompagna la scelta di una caraffa filtrante, di un addolcitore o di un sistema a osmosi.
Come si interpretano durezza e residuo fisso
La durezza si esprime in gradi francesi (°F): valori sotto 15 °F sono considerati di acqua dolce, sopra 30 °F di acqua dura. Il residuo fisso a 180 °C esprime la quantità di sali disciolti che rimangono dopo evaporazione: è il parametro usato per classificare le acque in oligominerali, mediominerali e così via.
- 0-15 °F: acqua dolce, poco calcare
- 15-30 °F: acqua mediamente dura
- Oltre 30 °F: tendenza al calcare in caldaie ed elettrodomestici
Nitrati e nitriti: cosa osservare
Per le acque destinate al consumo umano il riferimento normativo italiano colloca il limite dei nitrati a 50 mg/L e dei nitriti a 0,50 mg/L. Valori prossimi al limite, soprattutto in pozzi privati, suggeriscono attenzione: la concentrazione può variare nel tempo con piogge e cicli agricoli.
Quando affiancare altri controlli
Se la zona è interessata da agricoltura intensiva o industrie storiche è ragionevole estendere l'analisi a metalli pesanti e PFAS. Se l'acqua proviene da pozzo, è opportuno abbinare un kit microbiologico per chiudere il quadro.