Etna vs Madonie: due origini molto diverse
Catania attinge da una delle risorse idriche più caratteristiche d'Europa: le falde dell'Etna, ricaricate dalle abbondanti piogge e nevicate del vulcano, che danno acque tipicamente buone dal punto di vista microbiologico. Palermo si alimenta da sorgenti dei Monti Madonie e da invasi superficiali, con caratteristiche idrochimiche diverse.
Durezza e mineralizzazione
Entrambe le città presentano durezza medio-dura, fra 20 e 30 °f, all'interno del range consigliato dal D.Lgs. 18/2023.
Parametri tipici di attenzione
Le acque di origine vulcanica possono presentare tracce naturali di elementi come fluoruri. A Palermo, l'utilizzo di invasi superficiali comporta la formazione di sottoprodotti della disinfezione, monitorati con frequenza dal gestore.
Reti, perdite e distribuzione
La Sicilia ha mediamente perdite di rete elevate, con conseguenze su pressione e continuità del servizio in alcune aree. Sia Catania sia Palermo hanno conosciuto storicamente fasi di razionamento. La qualità chimica al rubinetto resta comunque monitorata in conformità al D.Lgs. 18/2023.
Bolletta a confronto
Le tariffe medie nelle due città siciliane sono allineate, in linea con la media del Sud Italia. Restano molto inferiori al costo dell'acqua in bottiglia.
Come conoscere la qualità reale al rubinetto
Per molti edifici siciliani con serbatoi di accumulo sul tetto, l'analisi del campione prelevato al rubinetto è particolarmente utile per valutare l'effetto del tratto privato dell'impianto idrico.
- Durezza (°f): medio-dura in entrambe le città
- Fluoruri: monitorati nelle aree vulcaniche
- Trihalometani: sottoprodotti tipici degli invasi
- Piombo: dipende dalla tubazione interna
- Carica microbica: importante dove ci sono serbatoi