Quali edifici sono potenzialmente a rischio
Le tubazioni in piombo per l'acqua potabile sono state usate diffusamente fino agli anni Sessanta-Settanta. Dal D.M. 174/2004 il piombo è formalmente vietato negli impianti destinati al consumo umano.
Le situazioni più a rischio sono case storiche non ristrutturate, allacciamenti dall'acquedotto di pochi metri tra il contatore e l'ingresso casa, vecchi condomini in cui le colonne montanti non sono mai state sostituite.
Come riconoscere una tubazione in piombo
Il piombo si riconosce con criteri pratici, da verificare nei punti accessibili dell'impianto (cantina, sottolavello, contatore).
- Colore grigio opaco, simile alla matita; sotto la patina la superficie tagliata è argentea brillante.
- È un metallo morbido: si rigaa facilmente con una moneta.
- Una calamita non aderisce (a differenza dei tubi in acciaio).
- Battendo con un cacciavite produce un suono sordo, non metallico.
- I raccordi sono spesso saldati con piombo, non avvitati.
Quando il piombo passa effettivamente nell'acqua
Una tubazione in piombo non rilascia sempre la stessa quantità di metallo. Il rilascio dipende da chimica dell'acqua e tempi di stagnazione.
Acque dolci, leggermente acide o povere di sali (tipiche di alcune zone montane) sono più aggressive verso il piombo. Acque dure e ricche di carbonati tendono a formare uno strato protettivo all'interno della tubazione.
Il fattore principale è la stagnazione: dopo una notte o una vacanza, le concentrazioni di piombo nei primi litri possono essere ordini di grandezza più alte rispetto all'acqua che scorre da minuti.
Cosa fare in attesa di sostituire le tubazioni
La soluzione definitiva è la sostituzione (rame, multistrato, acciaio inox). In attesa, alcune buone pratiche riducono drasticamente l'esposizione.
- Far scorrere l'acqua del rubinetto della cucina per almeno 1-2 minuti dopo lunghi periodi di stagnazione, prima di berla o usarla per cucinare.
- Non usare l'acqua calda per cucinare o preparare biberon: scioglie più piombo di quella fredda.
- Installare un filtro certificato per la rimozione del piombo a fine rubinetto (osmosi inversa o cartucce specifiche).
- Far analizzare l'acqua in laboratorio per quantificare il rischio reale.
Il nuovo limite di legge: 5 µg/L
La direttiva UE 2020/2184 e il D.Lgs. 18/2023 hanno ridotto il limite del piombo da 10 a 5 microgrammi per litro, da raggiungere entro il 2036. È una scelta basata sulle evidenze: per il piombo non esiste una soglia sicura, in particolare per il neurosviluppo dei bambini.
I gestori dell'acquedotto sono responsabili fino al contatore. Dal contatore in poi la responsabilità è del proprietario dell'immobile.
Come confermare il sospetto: l'analisi giusta
Per il piombo si richiede una determinazione in ICP-MS o analoga, con limite di quantificazione di almeno 1-2 µg/L. È fondamentale raccogliere il campione correttamente: il prelievo "first draw" (primo getto dopo una notte di stagnazione) misura il caso peggiore, il "flushed" (dopo 2-5 minuti di scorrimento) misura l'acqua di rete in ingresso.
Confrontare i due prelievi permette di distinguere un problema di acquedotto da un problema interno all'edificio.