Cos'è esattamente una microplastica
Per microplastica si intende qualsiasi frammento di materiale plastico con dimensioni inferiori a 5 millimetri. Sotto il micrometro si parla invece di nanoplastiche, una categoria ancora più difficile da studiare per i limiti strumentali dei laboratori.
Le microplastiche si dividono in primarie, prodotte già piccole (microsfere cosmetiche, pellet industriali, fibre tessili), e secondarie, generate dalla frammentazione di plastiche più grandi sotto l'azione di sole, attrito, calore e processi meccanici. Nella maggior parte delle matrici ambientali, comprese le acque, dominano le microplastiche secondarie.
Come arrivano nell'acqua del rubinetto
Le fonti sono molteplici e raramente isolabili. Le acque superficiali ricevono microplastiche dal dilavamento urbano, dagli scarichi (anche depurati) e dall'atmosfera. Le falde sono in genere meno esposte, ma non immuni nei contesti più antropizzati.
Nella rete di distribuzione contano anche le tubazioni, i giunti e i serbatoi: porzioni in materiale plastico possono rilasciare frammenti, soprattutto in presenza di acqua aggressiva, alte temperature o stagnazioni prolungate.
- Acque superficiali contaminate a monte degli impianti di potabilizzazione.
- Atmosfera (le microplastiche si depositano anche sui bacini di raccolta).
- Tubazioni, raccordi e serbatoi domestici in plastica.
- Bollitori e contenitori utilizzati a fine rubinetto.
Acqua in bottiglia: davvero meglio o peggio?
Diversi studi pubblicati tra il 2018 e il 2024 hanno trovato concentrazioni medie di microplastiche più alte nelle acque in bottiglia rispetto a quelle del rubinetto, in particolare nelle bottiglie in PET sottoposte a calore o riempimenti ripetuti. Tappi e processi di imbottigliamento contribuiscono al rilascio di particelle.
Questo non vuol dire che l'acqua del rubinetto sia esente: significa che la narrazione "in bottiglia è più pura" non è supportata dai dati attuali. Il punto importante è che il livello assoluto resta basso rispetto ad altre vie di esposizione, come polveri domestiche e alimenti.
Cosa dicono OMS ed EFSA
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, in un rapporto del 2019 e nei successivi aggiornamenti, ha concluso che sulla base delle evidenze disponibili non emergono rischi acuti per la salute legati alle microplastiche nell'acqua potabile, pur sottolineando la necessità di ulteriori ricerche soprattutto sulle nanoplastiche e sui contaminanti che possono adsorbirsi alla loro superficie.
L'EFSA, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, ha mantenuto una linea coerente: dato monitorato, attenzione alta, ma non ci sono ancora valori limite armonizzati perché manca uno standard analitico univoco. La nuova direttiva UE 2020/2184 include le microplastiche nella watch list, dunque sono fra i parametri da osservare per definire futuri valori soglia.
Tecniche di analisi: perché i numeri sono così diversi
Quando leggi che un'acqua "contiene X particelle per litro" devi sempre chiederti come sono state cercate. Le tecniche più comuni sono la spettroscopia FTIR e Raman, accoppiate a filtrazione su membrane, ma differiscono per limiti di rilevamento, dimensione minima rilevabile e tipi di polimero identificabili.
Confronti diretti tra studi sono problematici: alcuni rilevano solo particelle sopra i 20 micrometri, altri arrivano a 1 micrometro o meno. Risultati differenti per ordini di grandezza non implicano necessariamente acque diverse, ma metodi diversi.
Cosa puoi fare in pratica
Per chi vuole ridurre l'esposizione domestica esistono interventi sensati, senza cadere nell'iperprotezione.
- Preferire l'acqua del rubinetto controllata rispetto all'acqua in bottiglia in PET, soprattutto se conservata in auto al caldo.
- Utilizzare caraffe e contenitori in vetro o acciaio inox al posto della plastica monouso.
- Per chi vuole ridurre ulteriormente, un filtro a carbone attivo a blocco o ad osmosi inversa abbatte una parte significativa delle particelle più grandi di alcuni micrometri.
- Lasciare scorrere l'acqua qualche secondo dopo lunghi periodi di stagnazione (ad esempio la mattina).