Lo stato del 2026 in Italia
Gli impianti di desalinizzazione operativi in Italia nel 2026 includono Porto Empedocle e Trapani in Sicilia, Capoterra e Olbia in Sardegna, Taranto in Puglia, il dissalatore mobile di Genova e quello dell'isola d'Elba. La capacità complessiva supera i 2 milioni di metri cubi al giorno, una frazione ancora limitata del fabbisogno nazionale ma significativa per i territori serviti.
Molti impianti sono nati come emergenza idrica e sono diventati infrastrutture stabili. Il PNRR ha finanziato il rifacimento e il potenziamento di diversi siti, con un'attenzione crescente all'efficienza energetica e alla gestione della salamoia di scarto.
Tecnologie: osmosi inversa al vertice
La quasi totalità degli impianti italiani utilizza osmosi inversa (RO) a singolo o doppio passo. È la tecnologia oggi più efficiente in termini energetici, con consumi tra 3 e 4,5 kWh/m³ per acqua di mare e tra 1 e 2 kWh/m³ per acqua salmastra di falda.
Le tecnologie termiche (MED, MSF) restano marginali in Italia: sono più costose dal punto di vista energetico ma producono acqua di altissima qualità. Vengono talvolta accoppiate a fonti di calore di scarto in contesti industriali specifici.
- Pretrattamento: filtrazione e dosaggio antiscalanti.
- Stadio principale: membrane RO a spirale avvolta.
- Post-trattamento: remineralizzazione e disinfezione.
- Gestione salamoia: scarico controllato in mare profondo o cristallizzazione.
Qualità dell'acqua desalinizzata al rubinetto
L'acqua desalinizzata, all'uscita dalle membrane, è praticamente demineralizzata. Per uso potabile viene rimineralizzata aggiungendo calcio e magnesio, sia per ragioni sanitarie (un'acqua troppo povera è aggressiva per le tubazioni e poco gradevole al gusto) sia per stabilizzare il pH e il potere tampone.
Il risultato finale è un'acqua tipicamente leggera (residuo fisso 200-400 mg/L), con sapore neutro, basso contenuto di nitrati e durezza moderata. La conformità alla direttiva UE 2020/2184 e al decreto italiano di recepimento viene verificata periodicamente dai gestori, ma il consumatore può sempre verificare puntualmente al proprio rubinetto.
Impatto ambientale: la salamoia è il vero problema
Per ogni metro cubo di acqua potabile prodotta, un dissalatore produce 1-1,5 m³ di salamoia con salinità doppia rispetto al mare in ingresso. Lo scarico in mare a profondità e con diluizione adeguata è la pratica standard, ma in bacini chiusi (come parti dell'Adriatico) richiede valutazioni d'impatto ambientale specifiche.
Il consumo elettrico, anche se ridotto grazie ai recuperatori di pressione di nuova generazione, resta significativo. Le nuove gare europee 2025-2026 richiedono che gli impianti siano alimentati prevalentemente da fonti rinnovabili o accoppiati ad accumuli energetici. Alcuni impianti siciliani sono già integrati con campi fotovoltaici dedicati.
Costi e tariffe
Il costo di produzione di un metro cubo di acqua desalinizzata in Italia oscilla tra 0,80 e 1,40 euro, contro 0,30-0,50 euro di un'acqua di falda convenzionale. La differenza viene generalmente assorbita dalla tariffa media del gestore, senza un sovrapprezzo specifico per gli utenti serviti.
In contesti di siccità estrema, dove l'alternativa è il razionamento o il trasporto di acqua via nave, il costo è competitivo. Come fonte ordinaria, la desalinizzazione resta più cara delle alternative ed è giustificabile solo dove non ci sono altre opzioni sostenibili.
Quando ha senso verificare al rubinetto
L'acqua desalinizzata erogata in rete è controllata dal gestore e dalle ASL, ma può essere utile verificare al proprio rubinetto in alcuni casi: edifici con tubazioni interne molto vecchie (rischio di rilascio di metalli), serbatoi di accumulo condominiali (microbiologia), abitazioni dove si percepisce un sapore diverso dopo un cambio di fonte di approvvigionamento.
In questi casi è opportuno rivolgersi a un laboratorio qualificato per l'analisi dell'acqua del rubinetto per avere un dato puntuale, soprattutto sui parametri che la rete non controlla nel singolo punto di consumo: piombo, rame, microbiologia da impianto interno.