Il problema: i dati esistono, ma sono sparsi e illeggibili
In Italia l'acqua del rubinetto è tra gli alimenti più controllati: ogni gestore del servizio idrico integrato esegue migliaia di analisi all'anno secondo il D.Lgs. 18/2023, e molti pubblicano i risultati. Il problema non è la mancanza di dati, ma la loro frammentazione: ogni gestore usa un formato diverso — pagine web, PDF, tabelle Excel, moduli di ricerca per comune — e i valori sono spesso poco leggibili per chi non è un tecnico.
Risultato: un cittadino che cerca «analisi acqua» più il nome del proprio comune spesso non trova nulla di utile, oppure finisce su siti commerciali che vendono depuratori. Volevamo colmare questo vuoto con una fonte neutrale, gratuita e verificabile.
La regola numero uno: nessun valore inventato
Prima ancora di scrivere una riga di codice abbiamo fissato un principio inderogabile: GoccIA non inventa né stima i valori. Ogni numero che vedi su una scheda comune proviene da un referto pubblico del gestore, e ogni scheda cita la fonte con un link diretto e la data di riferimento.
Questo vincolo ha guidato tutte le scelte tecniche. Dove un dato non era estraibile in modo affidabile, abbiamo preferito non pubblicarlo piuttosto che riempire una tabella con approssimazioni. Un parametro che il laboratorio riporta come «sotto il limite di rilevabilità» resta tale anche da noi: non lo trasformiamo in un numero preciso che non esiste.
La pipeline: leggere i referti come farebbe una persona
Il cuore del progetto è una pipeline che, gestore per gestore, sa dove trovare i dati e come tradurli in una struttura comune. Alcune fonti sono open data (un file CSV o Excel con tutti i comuni), altre sono pagine web una per comune, altre ancora rispondono a un modulo di ricerca. Per ciascuna abbiamo scritto un «adattatore» dedicato che scarica il dato reale e lo normalizza.
La parte più delicata è la normalizzazione dei nomi: un gestore scrive «Conc. ioni idrogeno», un altro «pH», un altro ancora «Concentrazione ioni idrogeno», ma è sempre lo stesso parametro. Lo stesso vale per i valori scritti all'italiana, con la virgola decimale, o come «< 2» per indicare una misura sotto soglia. La pipeline riconduce tutto a un formato coerente, con gli stessi parametri e le stesse unità di misura.
- Open data (CSV/Excel): un file con tutti i comuni serviti, es. per la Sardegna.
- Pagine per comune: una scheda web per ciascun comune, con la tabella dei valori medi.
- API e moduli di ricerca: risposte in formato dati o frammenti di tabella, un comune alla volta.
Il punteggio 1–99: dagli stessi valori, sempre lo stesso risultato
Una volta estratti i valori, li diamo in pasto allo stesso motore di calcolo che alimenta lo strumento pubblico di GoccIA. Ogni parametro viene confrontato con il limite di legge (D.Lgs. 18/2023) e con l'intervallo ideale suggerito dalla letteratura (WHO/EFSA), e contribuisce a un punteggio sintetico da 1 a 99, ponderato su tre aree: Salute (50%), Estetica (25%) e Impianti (25%).
Il motore è deterministico: a parità di valori in ingresso restituisce sempre lo stesso punteggio. Non c'è intelligenza artificiale che «interpreta» i numeri, non ci sono pesi che cambiano nel tempo. Questo rende il punteggio riproducibile e confrontabile tra comuni diversi.
Perché non abbiamo creato una pagina per ogni comune d’Italia
La tentazione, per un progetto così, è generare subito 8.000 pagine — una per ogni comune italiano — per coprire ogni possibile ricerca. Abbiamo scelto la strada opposta: una pagina comune nasce solo quando abbiamo un referto reale da mostrare. Lo chiamiamo publishing «data-gated».
È una scelta di qualità e di onestà: pagine vuote o riempite di testo generico non aiutano nessuno e vengono giustamente penalizzate dai motori di ricerca. Meglio poche schede ricche di dati veri che migliaia di scatole vuote. La copertura cresce comune per comune, man mano che aggiungiamo nuovi gestori.
Cosa trovi oggi, e cosa arriverà
Oggi la mappatura copre oltre 1.400 comuni, distribuiti tra grandi gestori come SMAT (area di Torino), il Gruppo IREN, Uniacque (Bergamo), Abbanoa (Sardegna), ACEA ATO 2 (Roma e provincia), Acquedotto Pugliese, Padania Acque, GAIA e Publiacqua. Puoi sfogliarli tutti, regione per regione, dalla pagina Acqua per comune, oppure vedere la classifica dei comuni più a rischio.
Nei prossimi mesi aggiungeremo altri gestori. Alcune fonti richiedono lavoro extra — PDF senza tabelle, portali che espongono i dati solo via JavaScript, certificati mal configurati — ma l'obiettivo resta chiaro: rendere leggibile, comune per comune, l'acqua che esce dal rubinetto di casa.