Il punteggio 1–99 e i tre sotto-punteggi
In alto nella scheda trovi il punteggio complessivo, da 1 a 99: più è alto, meglio è. Non esiste il 100 (nessuna acqua è «perfetta») né lo zero (nessuna acqua distribuita è per definizione inutilizzabile). Il punteggio nasce dal confronto di ogni valore col limite di legge e con l'intervallo ideale.
Accanto trovi tre sotto-punteggi che spiegano da dove viene il voto complessivo: Salute (peso 50%) riguarda i parametri con rilevanza sanitaria come nitrati, arsenico, piombo; Estetica (25%) riguarda gusto, odore e aspetto, ad esempio cloro residuo e torbidità; Impianti (25%) riguarda gli effetti sulle tubature ed elettrodomestici, in primis la durezza.
La tabella dei parametri: come si legge
Sotto il punteggio c'è la tabella con, per ogni parametro: il valore misurato, il limite di legge e uno stato colorato. «Ottimale» significa dentro l'intervallo ideale; «Nella norma» significa entro i limiti ma non ottimale; «Oltre soglia» segnala un valore sopra il limite di legge.
Alcuni valori compaiono come «< 2» o «assente»: vuol dire che il laboratorio non ha rilevato quantità misurabili di quella sostanza, cioè un risultato positivo. Li mostriamo così come sono sul referto, senza trasformarli in numeri che non esistono.
I parametri che contano di più
Non serve capire tutti i parametri: alcuni raccontano quasi tutta la storia. Ecco i più utili da guardare, con il senso pratico di ciascuno.
- Durezza (°F): quanto è «calcarea» l’acqua. Alta durezza significa più calcare su caldaie e lavastoviglie, ma non è un problema di salute.
- Nitrati (mg/L): indicatore di contaminazione agricola o civile. Limite di legge 50 mg/L; sotto i 10 è ideale, importante soprattutto per i neonati.
- Arsenico (µg/L): di origine spesso naturale in alcune aree vulcaniche. Limite 10 µg/L; è tra i parametri sanitari più sorvegliati.
- Sodio (mg/L): rilevante per chi segue diete iposodiche; limite 200 mg/L.
- PFAS (µg/L): i «forever chemicals». I nuovi limiti UE si applicano dal 2026; dove il gestore li pubblica, li riportiamo.
- Microbiologici (E. coli, enterococchi): devono risultare assenti. Se lo sono, è il segnale che l’acqua è sicura dal punto di vista batteriologico.
Media del comune contro valore del tuo rubinetto
Un punto importante: la scheda comune mostra valori medi o rappresentativi della rete pubblica, riferiti a uno o più punti di prelievo. È un'ottima fotografia dell'acqua che arriva al tuo quartiere, ma non racconta cosa succede negli ultimi metri, dentro casa tua.
La differenza può contare soprattutto negli edifici più datati: vecchie tubazioni interne possono rilasciare metalli come piombo, rame o nichel, che la rete pubblica a monte non presenta. Per questo, se abiti in un palazzo antecedente agli anni Sessanta o dopo una ristrutturazione, ha senso un controllo al rubinetto.
Cosa fare in base a quello che leggi
Se il punteggio del tuo comune è alto e i parametri sanitari sono a posto, la notizia è semplice: puoi bere l'acqua del rubinetto con serenità, risparmiando denaro e plastica. Se la durezza è alta, il tema è solo pratico (calcare): eventualmente un addolcitore per gli impianti, non per la salute.
Se invece vedi parametri sanitari vicini o oltre i limiti, o se vivi in un edificio vecchio, il passo giusto è un'analisi del tuo rubinetto in un laboratorio qualificato, con metodi validati conformi a norme tecniche. È l'unico modo per sapere con certezza cosa esce da casa tua — e da lì, se serve, scegliere il trattamento giusto.