I cani possono bere acqua del rubinetto?
Il cane è generalmente un bevitore poco esigente: la sua tolleranza alla qualità dell'acqua è ampia, e nella stragrande maggioranza dei casi l'acqua del rubinetto del nostro acquedotto è perfettamente idonea. Il cane adulto sano beve indicativamente 50-60 ml di acqua per kg di peso al giorno, valore che cresce con la temperatura ambientale, con l'attività fisica e con l'alimentazione secca.
La principale criticità su cui i veterinari attirano l'attenzione è la microbiologia: ciotole non pulite, fontanelle non manutenute o cisterne sporche possono diventare focolaio di proliferazione batterica. L'acqua va sostituita più volte al giorno e la ciotola va lavata con regolarità con acqua e detergente neutro, risciacquando bene. Per i cuccioli, gli anziani e gli animali immunodepressi questa attenzione è ancora più importante.
Sul fronte chimico, il cane tollera bene un'acqua con durezza media e con il normale residuo di cloro tipico dell'acqua di rete. Se l'animale rifiuta sistematicamente l'acqua del rubinetto, può essere un segnale di un odore di cloro forte o di un sapore alterato: in quel caso una semplice caraffa filtrante o lasciare l'acqua a decantare qualche ora abbatte sensibilmente il cloro.
I gatti e la durezza: cristalli urinari
Il gatto è un caso particolare. Anatomicamente è un animale che beve poco e che ha vie urinarie sensibili: i problemi di cristalli e calcoli urinari (struvite, ossalato di calcio) sono fra le patologie veterinarie più comuni nei gatti domestici. La domanda che si fanno molti proprietari è se la durezza dell'acqua, ossia la quantità di calcio e magnesio disciolti, possa contribuire al problema.
Le evidenze veterinarie indicano che il principale fattore di rischio non è la durezza in sé, ma il volume totale di urine prodotto: gatti che bevono poco concentrano l'urina e favoriscono la cristallizzazione. Tuttavia, in soggetti predisposti o già diagnosticati, ridurre l'apporto di calcio e magnesio attraverso un'acqua a bassa durezza o filtrata può essere parte di una strategia complessiva indicata dal veterinario.
Per il gatto sano senza patologie urinarie, l'acqua del rubinetto è in genere ben tollerata: l'obiettivo principale rimane farlo bere di più, con fontanelle, più ciotole nella casa, cibo umido. Per il gatto con cristalli, il veterinario può consigliare un'acqua a bassissimo residuo fisso o un'osmosi inversa al punto d'uso.
Parametri importanti per gli animali
I parametri dell'acqua che hanno un impatto pratico sulla salute degli animali domestici sono principalmente tre: la microbiologia (batteri patogeni e proliferazione nella ciotola), il cloro residuo (sapore e odore che possono far rifiutare l'acqua, oltre a un possibile effetto di lieve irritazione gastrica in soggetti sensibili) e la durezza (rilevante soprattutto per i gatti con storia di cristalli urinari).
I nitrati, in concentrazioni vicine al limite di legge di 50 mg/L, non rappresentano in genere un problema per il cane adulto sano, ma per i cuccioli appena svezzati valgono le stesse cautele dei lattanti umani per la possibile metaemoglobinemia. I metalli pesanti, in particolare il piombo da vecchie tubazioni domestiche, possono accumularsi negli animali con esiti analoghi a quelli sull'uomo: la stessa attenzione che dedichiamo a noi vale per loro.
Sul fronte normativo, l'acqua destinata agli animali domestici non ha limiti propri: si fa riferimento agli stessi del D.Lgs. 18/2023 per l'acqua destinata al consumo umano. Un'acqua idonea per noi è in genere idonea anche per cani e gatti, con le eccezioni cliniche che il veterinario può indicare.
- Microbiologia (E. coli, coliformi, enterococchi)
- Cloro residuo (sapore e rifiuto)
- Durezza (rilevante per gatti con cristalli)
- Nitrati (cuccioli appena svezzati)
Quando preferire acqua filtrata
Esistono situazioni in cui una semplice filtrazione domestica migliora sensibilmente l'esperienza dell'animale. Se il cane o il gatto rifiutano l'acqua del rubinetto per via dell'odore di cloro, una caraffa filtrante a carbone attivo è in genere sufficiente a rendere l'acqua più gradevole. Lo stesso vale per impianti vecchi con sapore metallico avvertibile.
Per gatti con storia di cristalli o calcoli urinari, su indicazione del veterinario può essere utile un'acqua a bassa durezza. Le opzioni sono diverse: acqua minerale oligominerale, caraffa con cartuccia decalcificante (con limiti di efficacia) oppure un piccolo impianto a osmosi inversa al punto d'uso, che fornisce un'acqua a residuo fisso molto basso.
Per le fontanelle elettriche, oggi molto diffuse per stimolare il gatto a bere di più, vale una raccomandazione di buon senso: la pompa e il filtro vanno puliti con frequenza (settimanale per la pompa, mensile per il filtro a carbone) per evitare biofilm e proliferazione batterica. Una fontanella sporca peggiora la qualità dell'acqua più di quanto la migliori.
Casi specifici: cuccioli, anziani, patologie
I cuccioli appena svezzati e gli anziani sono i gruppi più vulnerabili. Nei cuccioli i nitrati alti possono essere un rischio analogo a quello dei lattanti umani, e la microbiologia gioca un ruolo importante perché il sistema immunitario non è ancora completamente sviluppato. Per loro l'attenzione alla pulizia della ciotola e l'eventuale bollitura preventiva dell'acqua, soprattutto se proveniente da pozzo privato, sono prassi sensate.
Negli animali anziani, soprattutto in quelli con insufficienza renale cronica, l'apporto di sali tramite l'acqua diventa rilevante. Il veterinario può consigliare un'acqua oligominerale a basso sodio. Anche la disponibilità costante di acqua fresca è fondamentale: questi soggetti tendono a bere quantità maggiori per compensare la ridotta capacità di concentrare le urine.
Per animali con patologie urinarie (cristalli, calcoli, cistite) il piano dietetico-idrico viene definito dal veterinario e l'acqua è una variabile fra le altre. Una fontanella, più ciotole sparse in casa, alimenti umidi e un'acqua adeguata possono insieme aumentare il volume di urina e ridurre il rischio di recidive. Un'analisi della durezza dell'acqua che usi in casa fornisce un dato oggettivo al tuo veterinario.