Origini del campo di studio
L'attenzione scientifica per le microplastiche in acque potabili è successiva al boom di studi sulle microplastiche marine seguito al lavoro di Thompson et al., 2004, Science, che ha coniato l'uso sistematico del termine per particelle sotto i 5 mm.
I primi studi sistematici sulle acque potabili risalgono al 2017-2018, con il rapporto di Mason et al., 2018, Frontiers in Chemistry, sulle acque in bottiglia e quello di Kosuth et al., 2018, PLOS ONE, sulle acque municipali campionate globalmente.
Tecniche analitiche e limiti di rilevazione
Le principali tecniche analitiche per microplastiche sono spettroscopia FTIR e Raman, accoppiate a filtrazione su membrane. La rassegna di Käppler et al., 2016, Analytical and Bioanalytical Chemistry, descrive in dettaglio i pro e contro delle due tecniche, con FTIR più rapido e Raman capace di scendere a particelle più piccole.
Per le nanoplastiche, sotto il micrometro, le tecniche sono più limitate. La rassegna di Schwaferts et al., 2019, TrAC Trends in Analytical Chemistry, identifica le difficoltà ancora irrisolte e la necessità di standard di riferimento condivisi.
Concentrazioni documentate
I numeri riportati in letteratura variano per ordini di grandezza. Lo studio di Pivokonsky et al., 2018, Science of the Total Environment, in Repubblica Ceca, ha riportato concentrazioni di 338-628 particelle per litro nelle acque potabili trattate, con polimeri dominanti PET, PP e PE.
La rassegna di Koelmans et al., 2019, Water Research, ha sintetizzato i dati globali notando la disparità metodologica come fattore prevalente nella eterogeneità dei risultati. Confronti diretti tra studi sono problematici.
Acque in bottiglia
Le acque in bottiglia hanno ricevuto attenzione mediatica significativa. Mason et al., 2018, Frontiers in Chemistry, hanno riportato concentrazioni medie superiori a quelle delle acque municipali, con contributo del tappo e del processo di imbottigliamento.
Lo studio più recente di Qian et al., 2024, PNAS, con tecnica SRS hyperspectral, ha riportato concentrazioni di nano e microplastiche in acque in bottiglia notevolmente superiori a quanto stimato in passato, evidenziando come l'evoluzione tecnica ridefinisca continuamente i numeri di riferimento.
Valutazione OMS
L'OMS ha pubblicato nel 2019 una valutazione di rischio specifica, Microplastics in Drinking-water, sotto la coordinazione di Gundert-Remy. Le conclusioni sono che, sulla base delle evidenze disponibili, non emergono rischi acuti per la salute alle concentrazioni tipicamente documentate.
L'aggiornamento OMS, 2022, Dietary and Inhalation Exposure to Nano- and Microplastic Particles and Potential Implications for Human Health, conferma la posizione segnalando la necessità di ulteriori ricerche soprattutto sulle nanoplastiche e sui contaminanti adsorbiti.
Direttiva UE e watch list
La direttiva UE 2020/2184 include le microplastiche nella watch list, dunque sono fra i parametri da osservare per definire futuri valori soglia. Il documento JRC, Hofmann et al., 2023, Methodology for the Identification, Counting and Characterization of Microplastics in Water Intended for Human Consumption, propone un metodo di riferimento europeo.
L'adozione di un metodo armonizzato è il prerequisito per fissare un valore di parametro confrontabile tra Stati membri. Si tratta di un cantiere normativo attivo.
Esposizione totale: il contesto
L'esposizione umana a microplastiche non passa solo dall'acqua. La rassegna di Cox et al., 2019, Environmental Science & Technology, ha stimato che l'esposizione via inalazione di polveri domestiche e via ingestione alimentare costituiscono vie significative.
Senuwong et al., 2023, Environmental Pollution, hanno proposto modelli integrati di esposizione che evidenziano il peso relativo dell'acqua come modesto rispetto ad altre matrici, con eccezione di sub-popolazioni esposte a fonti specifiche.
Considerazioni operative e monitoraggio
La disponibilità di analisi commerciali per microplastiche è limitata e i costi sono elevati, dato che le tecniche di riferimento richiedono spettrometria specialistica. Per un monitoraggio domestico significativo bisogna attendere la diffusione di metodi normati a costi sostenibili.
Per chi voglia approfondire la qualità della propria acqua, una analisi multiparametro che include i contaminanti emergenti dell'acqua del rubinetto può fornire una base completa di riferimento. Sulle microplastiche specificamente si raccomanda di seguire l'evoluzione dei metodi armonizzati JRC.