Come è organizzato il settore
Il servizio idrico integrato in Italia è organizzato per Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), tipicamente coincidenti con il territorio provinciale o regionale. All'interno di ogni ATO opera un gestore del servizio idrico integrato, scelto secondo procedure di affidamento previste dalla normativa nazionale.
Il regolatore nazionale è ARERA, che definisce metodo tariffario, qualità tecnica e contrattuale del servizio. Il numero dei gestori si è progressivamente ridotto negli anni grazie a fusioni e aggregazioni, ma resta molto più alto rispetto ad altri Paesi europei.
Le grandi multiutility quotate
Alcuni dei principali operatori del settore appartengono a multiutility quotate in Borsa, che integrano servizi idrici, energia e ambiente. Si tratta di gruppi che servono complessivamente milioni di abitanti, con bilanci di centinaia di milioni di euro dedicati al settore idrico.
Tra i più rilevanti per dimensione si trovano operatori del Centro-Nord come Acea, Iren, Hera, A2A, ciascuno con un perimetro territoriale storicamente consolidato e in espansione tramite aggregazioni regionali.
- Acea — area romana e Lazio meridionale, presenza in Centro-Sud.
- Iren — area di Genova, Torino, Reggio Emilia, Parma.
- Hera — Emilia-Romagna e porzioni di Marche e Veneto.
- A2A — area lombarda e bresciana, con presenze più ampie.
Le grandi aziende pubbliche territoriali
Accanto alle multiutility quotate operano grandi aziende pubbliche territoriali, in genere a totale capitale pubblico o a maggioranza pubblica. Servono province intere o gruppi di province, con dimensioni che le collocano fra i principali operatori italiani per popolazione servita.
Esempi rilevanti includono CAP Holding e BrianzAcque in Lombardia, Acquedotto Pugliese, Smat a Torino, MM a Milano. Molte hanno acquisito negli anni un assetto industriale comparabile a quello dei gruppi quotati.
I gestori medio-piccoli e la frammentazione residua
Sotto la soglia dei grandi gruppi resta un numero significativo di gestori medio-piccoli — società consortili, aziende speciali, gestioni in economia comunale ancora non superate — concentrati soprattutto al Sud e nelle isole. Questa frammentazione storica è una delle ragioni delle differenze di efficienza fra territori.
Per il cittadino il gestore di riferimento è indicato in bolletta. Per un confronto indipendente della qualità erogata si può richiedere un'analisi di laboratorio del proprio rubinetto.
Quanto contano i gestori sulla qualità
La qualità dell'acqua erogata dipende da molteplici fattori: caratteristiche della fonte, stato dell'impianto di potabilizzazione, condizione della rete, controlli analitici. Un gestore strutturato e ben capitalizzato ha tipicamente maggiore continuità di investimento e personale specializzato.
ARERA pubblica periodicamente indicatori di qualità tecnica e contrattuale per ogni gestore, utili per orientarsi.
La tendenza alle aggregazioni
Il settore continua a muoversi verso una progressiva aggregazione: il numero di gestori si riduce di anno in anno e cresce la dimensione media. Si tratta di un'evoluzione coerente con la necessità di investimenti rilevanti, possibili solo per soggetti dotati di scala industriale e accesso al capitale.