Come funziona il sistema dei controlli
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva UE 2020/2184, definisce la struttura del controllo dell'acqua potabile in Italia. Esistono due livelli: i controlli interni, eseguiti dal gestore con propri laboratori o convenzioni, e i controlli esterni, di competenza delle Aziende Sanitarie Locali sotto coordinamento delle Regioni e dell'Istituto Superiore di Sanità.
Le frequenze e i parametri minimi sono definiti dalla normativa in funzione del volume di acqua erogata e della popolazione servita. Per gli acquedotti più grandi si parla di parametri controllati con frequenza giornaliera o settimanale.
Quanti controlli si fanno ogni anno
L'ordine di grandezza, ricavato dai rapporti annuali di ISS e ISPRA, è di alcune centinaia di migliaia di campionamenti all'anno fra controlli interni ed esterni, con diversi milioni di determinazioni analitiche complessive. È un sistema esteso e capillare.
I parametri controllati spaziano da indicatori microbiologici (E. coli, enterococchi, conteggi batterici) a parametri chimici di base (nitrati, nitriti, durezza, conducibilità) fino a contaminanti specifici come metalli, pesticidi, sottoprodotti della disinfezione.
- Controlli interni del gestore e controlli esterni delle ASL.
- Centinaia di migliaia di campionamenti annuali.
- Milioni di determinazioni analitiche complessive.
- Frequenze definite in base alla popolazione servita.
Le non conformità: quante sono davvero
Il tasso di non conformità sui parametri chimico-microbiologici principali resta molto contenuto: per i parametri microbiologici la conformità è stimata stabilmente sopra il 99%, per i parametri chimici sopra il 98%. Significa che alcune migliaia di campioni all'anno in Italia presentano almeno una non conformità.
La grande maggioranza delle non conformità riguarda parametri indicatori (sapore, odore, colore, durezza) o superamenti puntuali rapidamente rientrati. Le non conformità sostanziali su parametri critici sono molto più rare ma comportano gestione strutturata: non potabilità temporanea, comunicazione ai cittadini, indagini di approfondimento.
Dove si concentrano le criticità
Le criticità ricorrenti hanno una distribuzione geografica riconoscibile: arsenico in alcune aree vulcaniche del Lazio e Toscana, PFAS nel Veneto e in altre zone, nitrati in aree di agricoltura intensiva della Pianura Padana, durezza e fluoruri in territori specifici. Sono fenomeni legati alla geologia o alle pressioni antropiche locali.
Per i pozzi privati, esclusi dal controllo pubblico, le frequenze raccomandate sono almeno annuali. È sempre possibile richiedere un'analisi di laboratorio del proprio pozzo o rubinetto.
La nuova valutazione del rischio
La direttiva UE 2020/2184 introduce un cambiamento sostanziale: l'approccio basato sulla valutazione del rischio lungo l'intera filiera, dalla fonte al rubinetto del consumatore. Questo comporta un'attenzione crescente anche alle parti di impianto interne agli edifici, che storicamente erano fuori dal perimetro dei controlli pubblici.
Per gli edifici prioritari (scuole, ospedali, strutture sanitarie) sono previsti controlli specifici, in particolare per parametri come piombo e Legionella.
Cosa significa per il cittadino
Il sistema italiano di controllo dell'acqua potabile è solido e capillare. Il cittadino può consultare i dati di qualità pubblicati dal proprio gestore e, in caso di dubbi specifici, integrare con analisi indipendenti sul punto di consegna domestico, dove le condizioni dell'impianto interno possono incidere su parametri come piombo o ferro.