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Caso studio: hotel 3 stelle, piano di prevenzione della legionella

Caso operativo educativo: un hotel 3 stelle di taglia media, con circa 40 camere, redige il piano di valutazione e gestione del rischio legionella richiesto dalle Linee Guida nazionali 2015 e dalle indicazioni regionali. Ricostruiamo le scelte di campionamento, l'esito analitico e le azioni correttive intraprese in seguito a un risultato non conforme su una camera.

Contesto della struttura

Hotel 3 stelle in zona urbana, edificio degli anni '80, 40 camere distribuite su quattro piani, ciascuna dotata di doccia. Acqua calda sanitaria prodotta da due caldaie a gas con bollitori di accumulo. Anello di ricircolo presente ma non tutti i tratti terminali sono coperti.

Il direttore, in linea con le Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015), ha redatto un documento di valutazione del rischio specifico e un piano di campionamento.

Problema percepito

L'hotel non aveva avuto segnalazioni cliniche né episodi documentati. La domanda riguardava l'impostazione del piano: numero di punti di campionamento, parametri di controllo, frequenza. Particolare attenzione alle camere meno utilizzate fuori stagione, dove stagnazioni prolungate possono favorire la proliferazione del batterio.

Analisi richiesta

Il pannello è coerente con la circolare ministeriale e con le linee guida 2015.

  • Legionella spp. con metodo colturale UNI EN ISO 11731:2017, con identificazione di sierogruppo per L. pneumophila.
  • Temperatura dell'acqua al punto di prelievo (parametro critico nelle linee guida).
  • Carica batterica eterotrofa a 22 °C come indicatore generale.
  • Cloro residuo al punto, se presente sistema di iperclorazione.

Modalità di campionamento

Sono stati selezionati otto punti rappresentativi: due camere per piano (una vicina al bollitore, una al fondo dell'anello), il punto di uscita del bollitore e il punto di ritorno del ricircolo. Per ciascun punto, due campioni (pre-flussaggio e post-flussaggio) come indicato nelle linee guida per discriminare il contributo della rete da quello del terminale.

Il prelievo è stato eseguito da personale formato, in contenitori sterili contenenti tiosolfato di sodio per inattivare eventuale cloro residuo. La gestione della catena del freddo è critica per la validità del risultato. Affidarsi a un laboratorio qualificato per l'analisi della legionella in strutture ricettive garantisce il rispetto della procedura.

Risultati interpretati

Sette punti su otto sono risultati conformi (< 100 UFC/L o ricerca negativa). Una camera al quarto piano, fra le meno utilizzate, ha presentato L. pneumophila sierogruppo 1 a 1.500 UFC/L sul campione pre-flussaggio e 200 UFC/L sul campione post-flussaggio. La temperatura all'erogazione era di 42 °C, inferiore al valore di sicurezza di 50 °C raccomandato dalle linee guida.

L'esito ha attivato la procedura di gestione della non conformità prevista nel piano: notifica al gestore tecnico, chiusura temporanea della camera all'utilizzo, programma di bonifica.

Azioni correttive e bonifica

È stata eseguita una shock-clorazione del circuito interessato (sodio ipoclorito a 50 mg/L di cloro libero per due ore, secondo protocollo delle linee guida), seguita da flussaggio prolungato e ripristino delle condizioni operative. È stato verificato il bilanciamento dell'anello di ricircolo per garantire che anche i tratti terminali raggiungessero temperature di esercizio superiori a 50 °C in mandata e 55 °C al ritorno.

A due settimane è stato eseguito un campionamento di verifica post-bonifica nei punti interessati: risultato negativo. Il piano di sorveglianza è stato aggiornato aumentando la frequenza del monitoraggio sui terminali meno utilizzati e introducendo un programma di flussaggio settimanale delle camere chiuse.

Decisione presa a regime

Il documento di valutazione del rischio è stato aggiornato con l'evento, l'analisi delle cause (stagnazione, temperatura inferiore al setpoint) e le misure correttive permanenti. Frequenza annuale del campionamento legionella confermata, con campagne supplementari di verifica nelle camere a basso utilizzo e dopo ogni periodo di chiusura prolungata.

Domande frequenti

L'analisi della legionella è obbligatoria per una struttura ricettiva?
Le Linee Guida nazionali del 2015 e le indicazioni regionali prevedono che le strutture ricettive adottino un documento di valutazione e gestione del rischio legionella che include monitoraggio analitico periodico, con frequenza modulata sul rischio specifico.
Qual è il valore soglia per la legionella?
Le linee guida 2015 indicano azioni differenziate per fasce: tipicamente nessuna azione correttiva sotto 100 UFC/L, ricerca delle cause fra 100 e 1.000 UFC/L, bonifica fra 1.000 e 10.000 UFC/L, intervento immediato sopra 10.000 UFC/L.
Perché la temperatura dell'acqua calda è importante?
Legionella prolifera fra 25 e 45 °C ed è inibita sopra i 50 °C. Le linee guida raccomandano almeno 50 °C in mandata e 55 °C al ritorno dell'anello di ricircolo.
Cosa fare se un campione risulta positivo?
Si attiva la procedura di gestione della non conformità: notifica, valutazione del rischio per gli ospiti, eventuale interdizione dei punti interessati, bonifica (shock-clorazione o termica) e campionamento di verifica.
Il piano di autocontrollo legionella va aggiornato?
Sì, va aggiornato dopo ogni evento di non conformità, modifica strutturale dell'impianto idrico o cambiamento delle modalità di utilizzo della struttura.

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