Scenari tipici di richiesta ATS/ASL
L'ATS richiede l'analisi dell'acqua in una serie di situazioni ricorrenti, accomunate dalla presenza di terzi (clienti, ospiti, utenti) che useranno l'acqua per consumo o preparazione di alimenti.
- Apertura di attività di ristorazione (ristoranti, pizzerie, bar, mense scolastiche e aziendali).
- Apertura di B&B, case vacanza, affittacamere e strutture ricettive extra-alberghiere.
- Apertura di agriturismi, in particolare quelli serviti da pozzo privato anziché dall'acquedotto pubblico.
- Apertura di asili nido, scuole dell'infanzia, centri estivi.
- Riconoscimento di sorgenti pubbliche, fontane comunali, punti di approvvigionamento collettivo.
- Attività di produzione alimentare artigianale (caseifici, panifici, gelaterie) che utilizzano acqua come ingrediente.
- Strutture che impiegano acqua per dialisi domiciliare o usi sanitari specifici.
Parametri obbligatori richiesti
Il pannello di parametri richiesti dall'ATS varia in funzione del tipo di attività e dell'origine dell'acqua (rete pubblica o pozzo privato). In tutti i casi sono richiesti i parametri microbiologici di base e i chimico-fisici fondamentali, con eventuali integrazioni specifiche.
Per acqua di rete pubblica utilizzata in ristorazione o ricettività, il pannello tipico include: parametri microbiologici (E. coli, enterococchi, Pseudomonas aeruginosa, conta batterica totale a 22 e 37 °C), chimico-fisici (pH, conducibilità, durezza, cloro residuo, nitrati, nitriti, ammoniaca), eventuali metalli (piombo, rame, ferro) se l'edificio ha più di 30 anni.
Per acqua di pozzo privato il pannello si estende notevolmente: oltre ai precedenti si aggiungono solitamente solventi clorurati, idrocarburi totali, pesticidi (almeno il pannello fitofarmaci di base), metalli pesanti completi (piombo, arsenico, cadmio, mercurio, cromo). In aree industriali o agricole specifiche si aggiungono parametri mirati (PFAS, nitrati avanzati).
Procedura di richiesta e preparazione
La procedura standard si articola in cinque fasi: richiesta del kit di prelievo al laboratorio, prenotazione del momento del prelievo, esecuzione del campionamento, spedizione del campione e ricezione del rapporto di prova.
Il kit deve essere richiesto a un laboratorio che fornisca refertazione formale: il rapporto di prova deve riportare metodi strumentali, valori misurati con incertezza, giudizio di conformità al D.Lgs. 18/2023 e firma del responsabile tecnico. Per la pratica ATS/ASL è richiesto un rapporto di prova firmato per la pratica ATS/ASL che soddisfi questi requisiti formali.
Il prelievo va eseguito secondo le istruzioni del kit, generalmente da personale qualificato del laboratorio o, in alternativa, dal titolare dell'attività seguendo le procedure documentate. Per attività complesse alcune ATS richiedono espressamente il prelievo eseguito da un tecnico identificato.
Tempistiche burocratiche
I tempi totali dalla richiesta del kit alla disponibilità del rapporto di prova sono tipicamente di 10-15 giorni lavorativi: 2-3 giorni per la spedizione del kit, 1 giorno per il prelievo e la spedizione di ritorno, 5-10 giorni per le analisi e l'emissione del referto.
Per la presentazione della pratica all'ATS è opportuno richiedere l'analisi almeno 3-4 settimane prima della data prevista di apertura, per gestire eventuali ripetizioni in caso di non conformità (cosa non infrequente in attività con impianti vetusti o non ancora utilizzati di recente).
In caso di non conformità su parametri microbiologici (E. coli, enterococchi) è spesso necessario un secondo prelievo dopo sanificazione dell'impianto (iperclorazione, shock termico), con ulteriori 7-10 giorni di attesa per il referto di conferma.
Formato del referto richiesto dall'ATS
L'ATS richiede un rapporto di prova formalmente strutturato secondo le norme tecniche di settore (riferimento UNI CEI EN ISO/IEC 17025). Documenti generici, schede semplificate o printout da portali online non firmati non sono accettati.
Gli elementi obbligatori sono: intestazione del laboratorio con codice identificativo, numero univoco del rapporto, data di emissione, dati del campione (data e ora di prelievo, punto di prelievo, operatore), tabella dei parametri analizzati con metodo, valore, unità di misura, incertezza e limite di legge, giudizio di conformità complessivo, firma del responsabile tecnico.
Per evitare problemi è raccomandabile commissionare l'analisi acqua del rubinetto per apertura attività con refertazione formale a un laboratorio che conosce i requisiti delle pratiche ATS e fornisce un documento direttamente utilizzabile per la presentazione.
Frequenza dei controlli successivi
Una volta avviata l'attività, l'ATS prescrive solitamente controlli periodici, con frequenza variabile in funzione del tipo di attività e dell'origine dell'acqua.
Per ristorazione e ricettività serviti da rete pubblica i controlli sono tipicamente annuali sui parametri microbiologici di base. Per attività con pozzo privato si scende a controlli semestrali, con pannelli più estesi che includono periodicamente metalli e pesticidi.
Strutture per persone fragili (asili, RSA, strutture sanitarie) sono soggette a controlli più frequenti, con verifiche specifiche su legionella negli impianti di acqua calda almeno annuali, talora semestrali in funzione del livello di rischio dell'edificio.