Cos'è la durezza dell'acqua
La durezza misura il contenuto di calcio e magnesio disciolti. Si esprime in gradi francesi (°F), dove 1°F equivale a 10 mg/L di carbonato di calcio.
Le acque si classificano grossolanamente così: molto dolci sotto 7°F, dolci 7-15°F, medio-dure 15-25°F, dure 25-40°F, molto dure oltre 40°F. In molte aree del centro e nord Italia si superano i 30-40°F.
4 segnali per accorgersene
L'acqua dura non è invisibile: lascia tracce facili da osservare.
- Calcare visibile su rubinetti, soffioni doccia, fondo del bollitore e schermo del piano cottura.
- Sapone, shampoo e detersivo che fanno poca schiuma, anche con dosi abbondanti.
- Pelle che tira dopo la doccia, capelli opachi, biancheria ruvida dopo il bucato.
- Elettrodomestici che si guastano prima del previsto: caldaia, scaldabagno, lavatrice e lavastoviglie hanno scambiatori sensibili al calcare.
Come misurarla a casa
Il modo più semplice è il dato del gestore. Sul sito dell'acquedotto la durezza media è sempre pubblicata, suddivisa per comune o zona.
Per misure puntuali esistono strisce reattive da pochi euro, sufficienti per una stima approssimativa. Per misure più precise serve un kit titrimetrico o un'analisi di laboratorio. Non ha senso investire in misure ad alta precisione se non per dimensionare un addolcitore.
Soluzione 1: addolcitore a scambio ionico
L'addolcitore sostituisce gli ioni calcio e magnesio con ioni sodio attraverso una resina. È la tecnologia di riferimento per le applicazioni di tutta la casa.
Pro: efficace, automatico, abbattimento prevedibile della durezza. Contro: costo iniziale e di manutenzione (resina, sale), aumento del sodio nell'acqua (non ottimale per chi è iposodico), produzione di acqua di rigenerazione.
Soluzione 2: osmosi inversa solo per uso potabile
Se il problema è solo bere e cucinare, l'osmosi inversa sottolavello rimuove la durezza insieme a quasi tutti i sali. Lascia inalterata l'acqua dei sanitari.
È la soluzione più razionale per chi vuole un'acqua dal sapore neutro al rubinetto della cucina, senza modificare l'impianto generale e senza scambiare calcio con sodio.
Soluzione 3: accettarla
Un'acqua medio-dura non è un problema sanitario. Anzi: calcio e magnesio sono nutrienti utili. Per uso alimentare un'acqua a 25-35°F è perfettamente accettabile.
Per gli elettrodomestici esistono accorgimenti più economici dell'addolcitore centralizzato: dosaggio corretto dei detersivi, pulizie regolari con prodotti decalcificanti, programmi a temperatura più bassa, sostituzione tempestiva dei filtri.
Conseguenze sui costi energetici
Uno strato di 1 millimetro di calcare sulla serpentina della caldaia o dello scaldabagno aumenta i consumi di gas o elettricità del 10-15%. Su anni di uso il conto sale rapidamente.
Per chi ha caldaie ad accumulo o scaldabagno elettrico in zone con durezza superiore ai 30°F, un addolcitore o un dosatore di polifosfati a monte è spesso un investimento che si ripaga.